Cose che cadono

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Articolo a cura di Maurizio Ganzaroli

ast1Anni fa quando la gente si chiedeva che cosa avrebbe comportato il buco nell’ozono e l’assottigliamento dell’atmosfera terrestre, ecco la risposta: meteoriti.
L’atmosfera del pianeta formata da diversi strati di gas fa attrito con i corpi celesti che cadono e che sono sempre caduti verso il nostro pianeta, solo che negli ultimi tempi, il fenomeno sembra aumentato, proprio a causa degli starti sempre più sottili dell’atmosfera che fanno sempre meno attrito e consumano quindi molto meno gli aeroliti che arrivano sempre più facilmente a destinazione creando a volte dei problemi molto grossi come nel caso in Russia di pochi mesi fa.
Di 1998 QE2, un grosso asteroide che ha sfiorato la terra il 31 maggio di quest’anno, non ce ne siamo nemmeno resi conto, ma è la coda di piccoli massi che spesso si portano dietro questi ammassi celesti, che sono molto più pericolosi, perché la loro piccolezza e spesso la loro curvatura d’entrata nello scudo di protezione del nostro pianeta è tale che li potrebbe far entrare molto meglio quasi senza consumarsi con effetti d’impatto imprevedibili sul pianeta.
Spesso questi sassetti che possono raggiungere tranquillamente un quintale, arrivano con una velocità tale da consumarsi fino al 90 per cento, ma anche solo con lo spostamento d’aria che possono provocare con la loro velocità di almeno 70 km al secondo cioè circa 25 volte la velocità del suono.
I tuoni senza temporale, gli strani boati di questi mesi, forse si potrebbero attribuire proprio a questi bolidi.
Quel che è certo senza dubbio è che per il ciclo della terra nella nostra galassia che muta sempre e per il sempre minor attrito a cui vengono sottoposti i meteoriti, dovremo aspettarci altri fenomeni particolari e strani da parte di questi massi spaziali, che sempre di più si avvicinano alla terra, come nel caso di 2003 Qq 47 che il prossimo anno sfiorerà la terra.

ast2IL SIGNIFICATO DELLA SIGLA CHE FORMA IL NOME DI UN ASTEROIDE

La prima cifra si riferisce all’anno di scoperta del corpo celeste, le lettre che seguono, invece sono quelle che determinano i materiali di cui è composto. la doppia lettera sottolinea la presenza doppia di quel tal minerale o metallo, mentre il numero che segue è l’esatta concentrazione di quel minerale o metallo.
I diversi minerali o metalli che possono comporre un asteroide:
Alabandite MnS scoperto nelle meteoriti nel 1960.
Apatite Ca3[F(PO4)3].
Calcite CaCO3 molto rara.
Cromite FeCr2O4 nelle meteoriti è sempre presente il cromo.
Cristobalite SiO2 la sua presenza è stata constatata nel 1960.
Carbonio C presente sotto forma di grafite e solo raramente sotto forma di diamante.
Ferro-nichelio composto sempre presente nelle due forme distinte: Camacite corrispondente al ferro.
Alfa, lega con il 5,5% di nichelio e Taenite corrispondente al ferro gamma.
Olivina  sempre associata a nichelio e ferro.
Quarzo SiO2 la sua presenza era  già nota dal 1861, ma si riteneva che si trattasse di granuli di sabbia.
.Le meteoriti vengono classificate, in base al contenuto di leghe ferro-nichelio e ai silicati in esse presenti, si dividono quindi in: areoliti, sideriti, sideroliti.

AREOLITI
Le areoliti sono suddivise a loro volta in condriti ordinarie, condriti carbonacee, condriti enstatiche.

CONDRITI
Le condriti devono il loro nome alla presenza  di piccolissime sferule: le condrule o condri composti prevalentemente di crisotilo spesso a struttura fibroso-raggiata.

Le mesosideriti contengono la lega di ferro-nichelio insieme a pirosseno e plagioclasio.
Oltre a questo si devono anche tener conto di altri minerali come l’olivina, berillo oltre a vari tipi di quarzo e pietre dure.
La doppia lettera sottolinea la presenza doppia di quel tal minerale o metallo, mentre il numero che segue è l’esatta concentrazione di quel minerale o metallo.
1998 QE2 il 31 di maggio è passato come si diceva prima accanto alla terra sfiorandola (sempre in termini astronomici) a 5,8 milioni di chilometri con un diametro di 1,4 chilometri, praticamente come quello che avrebbe fatto estinguere i dinosauri.
Se solo si fosse abbattuta sulla terra sarebbe inimmaginabile adesso riuscire a capire la quantità di danni che potrebbe provocare alla razza umana.
Il fatto che fossero già diversi anni che è stato avvistato rende per lo meno tranquilli su quello che potrebbe essere un cataclisma sapendolo con anni di preavviso.
Sempre più spesso infatti si scoprono e si studiano questi ammassi rocciosi che vagano nello spazio e a cui ci dobbiamo abituare, anche perché non si può fare nulla per evitarlo, almeno finché non c’è un reale pericolo.

Barringer Crater vicino Winslow, Arizona.

Barringer Crater vicino Winslow, Arizona.

Si è formato circa 50.000 anni fa dopo l’impatto di una meteorite quasi completamente di ferro di circa 60 metri di diametro . Il cratere ha un diametro di circa 1.200 metri ed è profondo 200 metri.
Fino ad oggi sulla terra sono stati identificati circa 120 crateri creati dall’impatto di meteoriti sul nostro pianeta.
Ogni anno circa 40.000 tonnellate di meteoridi sono attratte dal nostro pianeta e sfrecciano nel cielo.
Si stima che di esse solamente 200 tonnellate riescano a raggiungere la superficie e che ne siano recuperate circail 5 per cento mentre molti meteoriti finiscono in fondo agli oceani, nelle foreste o nella sabbia dei deserti senza lasciare traccia del loro passaggio.
Una fonte importante per il loro recupero sta diventando l’Antartide., dove per i suoi ghiacci è da sempre il luogo dei ritrovamenti più preziosi, come la quantità di Mammuth che ha restituito alla civiltà a volte come se fossero solo addormentati e a volte come è accaduto recentemente in condizioni di forte decomposizione, ma con cellule rimaste intatte a tal modo da far pensare ad una possibile clonazione.

Quest’immagine mostra i vari strati dell’atmosfera e i vari tipi di bolidi spaziali che vi transitano fino al loro impatto.

Quest’immagine mostra i vari strati dell’atmosfera e i vari tipi di bolidi spaziali che vi transitano fino al loro impatto.

Alcuni tipi di meteoriti in foto:

Tipo: ferroso

Tipo: ferroso

Tipo: Ferroso e Roccioso assieme

Tipo: Ferroso e Roccioso assieme

Condriti: ovvero un tipo di minerale simile a quello che ricopre il mantello roccioso della terra.

Condriti:
ovvero un tipo di minerale simile a quello che ricopre il mantello roccioso della terra.

Condriti carbonacee: ovvero simili nella loro composizione a quelle del sole.

Condriti carbonacee:
ovvero simili nella loro composizione a quelle del sole.

Acondriti: simili al basalto, sono meteoriti che provengono di solito dalla luna o da marte.

Acondriti:
simili al basalto, sono meteoriti che provengono di solito dalla luna o da marte.

Il 21 marzo 2014 sarà un altro momento in cui un asteroide enorme si avvicinerà alla terra.
Già scoperto nel 2003 da qui il nome 2003 Qq47, al sua massa è di 2.600 milioni di tonnellate, un diametro di 1,2 Km ed una velocità di 30 Km/sec la sua forza in caso d’impatto sarebbe come 270 volte l’esplosione della bomba di Hiroshima e le conseguenze disastrose.
Da ben dieci anni ne stanno tracciando la traiettoria, le modifiche d’assetto ecc. proprio per poter prevedere che cosa potrebbe succedere nella peggiore delle ipotesi.
Secondo le ultime stime, ci dovrebbe sfiorare ne più ne meno di quella di qualche settimana fa, lasciandoci incolumi, però ci dobbiamo aspettare possibili cadute di meteoriti, boati nei cieli che possono creare danni e probabili problematiche con il clima.
Infatti il passaggio di un così enorme corpo celeste potrebbe far schizzare verso l’alto le temperature di tutti quei continenti che andrebbe a schivare a causa del suo attrito, mentre la velocità potrebbe causare tuoni senza lampi o possibili scariche elettriche date dallo strofinamento con l’atmosfera, causando elettricità statica.
Ovviamente si parla sempre di possibilità che devono rimanere in quel campo poiché le previsioni rimangono comunque nel campo delle ipotesi, non essendoci a memoria d’uomo fatti simili, ma ci sono solo dei parametri storici su cui basarsi.

13 MAGGIO 2013

San Giorgio albanese
Una meteorite delle dimensioni presunte di una pallina da tennis (ovviamente è ciò che è restato dopo l’attraversamento dell’atmosfera terrestre.) avrebbe solcato i cieli della Calabria, dando origine ad un piccolo incendio a degli alberi di un boschetto in una zona impervia del paese, che ha reso difficoltoso lo spegnimento delle fiamme.

METEORITE SULLA LUNA

Il17 marzo dai telescopi della Nasa, è stata avvistato un meteorite che si è schiantato sulla superficie lunare e questo è solo l’ultimo di una vera e propria pioggia di meteoriti, oltre 300, che hanno colpito il nostro satellite, dal 2005 ad oggi.
L’impatto è stato visibile ad occhio nudo da diversi punti della terra.
Il meteorite, con un diametro inferiore a mezzo metro e un peso di 40 chilogrammi, ha colpito la regione del Mare Imbrium generando un cratere del diametro di 20 metri.
Il sasso spaziale ha impattato con una velocità tale da sprigionare un’energia pari all’esplosione di 5 tonnellate di tritolo.
”Ha generato un bagliore 10 volte maggiore di quanto siamo mai riusciti ad osservare in precedenza”, commenta Bill Cooke del Meteoroid Environment Office della Nasa.
Chiunque avesse puntato gli occhi sulla Luna al momento dello scontro, avrebbe potuto vedere il bagliore senza l’ausilio di un telescopio.
Per circa un secondo, il sito dell’impatto ha infatti brillato quanto una stella di magnitudine 4.

luna1

mappa di tutti gli impatti avvenuti sulla luna dal 2005 ad ora.

Mappa di tutti gli impatti avvenuti sulla luna dal 2005 ad ora.

AHNIGHITO 1897

Il Museo Americano di Storia Naturale di New York conserva il più grande meteorite mai recuperato fin’ora. Venne portato via dalla Groenlandia
Con la baleniera Hope, fino agli Stati Uniti.
Per gli indigeni del luogo secondo la tradizione locale altro non sarebbe sato che una donna Inuit, il suo cane e la sua tenda, scagliati dal cielo sulla Terra da Tornarsuk, lo spirito maligno.
Per questo venne usato per lungo tempo per costruire coltelli, oggetti affilati e da difesa da parte dei abitanti del luogo, prima che venisse asportata da Cape York in Groenlandia e trasportata poi in America con grosse ed inimmaginabili fatiche, come quella di spostare una così immensa massa roccia e ferro adoperando tronchi su cui farla rotolare e tanta forza di braccia.

con la Fotografia di Robert E. Peary, National Geographic

Venerdì scorso, l’asteroide 2012 DA14 ha sfiorato la Terra. Gli esperti hanno stimato che sia passato ad appena 27.700 chilometri da noi, una distanza inferiore a quella a cui viaggia la maggior parte dei satelliti in orbita intorno alla Terra. Come spiegano gli esperti, se ci avesse colpito, non sarebbe stato certo il primo grande pezzo di materia spaziale a finire sulla Terra.
Il Museo Americano di Storia Naturale di New York conserva infatti il più grande meteorite attualmente in ‘cattività’. Questo meteorite, composto per lo più di ferro, misura 3 metri di lunghezza, 2 metri di altezza, 1.8 metri di spessore e pesa 34 tonnellate.
L’esploratore Robert E. Peary lo portò in America da Cape York, Groenlandia, nel 1897. Durante una delle sue spedizioni verso il Polo Nord venne a sapere dalla locale popolazione Inuit dell’esistenza di tre meteoriti. Secondo la tradizione locale altro non erano che una donna Inuit, il suo cane e la sua tenda, scagliati dal cielo sulla Terra da Tornarsuk, lo spirito maligno.

Visto che a quel tempo gli Inuit ottenevano il ferro per i loro strumenti dal commercio, Peary pensò che avrebbe potuto portare i meteoriti a New York e venderli a qualche museo per finanziare le sue future spedizioni.
Nel 1896 cercò di spostarli e con due ci riuscì, ma non fu in grado di portare sulla sua nave il più grande.
Scrisse infatti nel suo libro “Verso nord oltre il Grande ghiaccio”: “La diavoleria intrinseca degli oggetti inanimati non è mai stata più sorprendentemente illustrata che in questo mostro. Se questa materia fosse stata oggetto di studio di una celeste fucina per settimane, dubito che sarebbe stato ideata una forma più inadatta ad una qualsiasi movimentazione, fosse per rotolamento, scorrimento o sollevamento”.

Peary pagò dei locali – qui nella foto con giacche di pelle di foca e pantaloni di orso polare mentre spostano un martinetto da un centinaio di tonnellate – con fucili, pentole, padelle, seghe e coltelli, per trasportare il meteorite attraverso tutta l’isola fino alla sua nave.

Il martinetto da 60 tonnellate di Peary, “un affare di seconda mano”, si ruppe al primo tentativo di sollevare il meteorite dal fango.

Il martinetto da 60 tonnellate di Peary, “un affare di seconda mano”, si ruppe al primo tentativo di sollevare il meteorite dal fango.

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Peary, che era un esperto ingegnere, attribuì al cognato Emil Diebitsch (qui ancora a terra vicino al meteorite che Peary soprannominò Ahnighito) il merito di aver ideato il modo per issare il meteorite a bordo della nave facendolo scorrere su delle assi di legno e tirandolo su oltre il bordo con funi e verricelli.

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Nel 1909, 22 anni dopo che Peary aveva portato il meteorite a New York, sua moglie Josephine (nella foto con la figlia Marie Ahnighito) finalmente riuscì a convincere la signora Morris K. Jessup, moglie del presidente del Museo Americano di Storia Naturale, a comprarlo. Josephine all’epoca aveva bisogno di soldi per mandare una nave in Groenlandia a recuperare il marito.
Quando il meteorite venne finalmente issato a bordo, un anno dopo che il suo equipaggio aveva iniziato la grande impresa, Peary disse, “Fu come se il demone della ‘ Saviksoah ‘avesse combattuto una battaglia già persa, ne avesse accettato l’esito e si fosse arreso con grazia.
Le congratulazioni, quella sera, nella cabina della Hope furono numerose e sincere”.

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