Cristoforo Colombo e i Templari

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Cosa collega un grande navigatore come Colombo ad uno degli ordini più misteriosi della storia?  E se Colombo l’America l’avesse solo riscoperta, grazie a certe carte geografiche segrete e rubate? Dietro l’esplorazione del Nuovo Mondo si cela un complotto templare?

Le croci sulle caravelle di Colombo ricordano quelle templari

Cercheremo in questo articolo di rispondere a queste e a molte altre domande. Per iniziare questo racconto occorre però ritornare indietro di un paio secoli, prima di quel fatidico 1492.

Si pensa infatti che sin dal 1269 l’Ordine templare avesse contatti con il continente americano, ben duecento anni prima della scoperta di Colombo. Questa affermazione deriverebbe dal fatto che per i templari la città francese di La Rochelle fosse un importante punto di distribuzione dei commerci in tutta la Francia. Ma il porto di La Rochelle era situato verso l’Oceano Atlantico; come mai, dal momento che i viaggi dell’’Ordine erano rivolti verso la Terrasanta?
Da questo si può ipotizzare che le flotte templari avessero anche altre destinazioni.
È possibile, quindi, che il leggendario “tesoro dei Templari” (per di più mai trovato) provenisse dalle miniere del continente americano? Non si sa.
Si sa invece, come racconta la storia ufficiale, che dopo la soppressione dell’Ordine e l’esecuzione di Jacques de Molay, avvenuta nel 1314, alcuni templari si rifugiarono in Scozia (dove diedero origine alla massoneria) mentre altri in Portogallo dove diedero vita ai Cavalieri di Cristo, un ordine dedito alla navigazione e allo studio delle carte geografiche.
La storia ufficiale ci racconta che Cristoforo Colombo sbarcò il 12 Ottobre 1492 a San Salvador; stesso giorno e stesso mese in cui, nell’anno 1307, Filippo il Bello, durante il pontificato di Papa Clemente V, fece scattare lo stermino dell’Ordine dei Templari. Una coincidenza?
Sempre la storia ufficiale ci dice inoltre che tutta la spedizione nasce da un banale errore di calcolo relativo alla circonferenza della Terra. Com’è possibile che Colombo, con tutti gli studi fatti sul tema, abbia dimenticato di consultare gli studi di Eratostene di Cirene (astronomo e geografo greco) il quale aveva determinato con una certa esattezza la circonferenza della Terra?
Semplice dimenticanza o azione voluta di proposito. Il mistero rimane.
Ma andiamo avanti.
È comunque citato nelle fonti ufficiali il matrimonio tra Cristoforo Colombo e la figlia (o la nipote) di uno dei fondatori dell’Ordine di Cristo e che questi, alla sua morte, abbia lasciato in eredità a Colombo tutte le carte e le mappe in suo possesso. Ciò che però la storia ufficiale dimentica di evidenziare è che questo matrimonio collega Cristoforo Colombo all’ambiente esoterico dei Templari, dal momento che la moglie era figlia di un membro influente dei Cavalieri di Cristo. Ciò spiegherebbe la croce rossa impressa sulle vele delle tre caravelle.
Un omaggio ai Templari?

Frammento sopravvissuto della "mappa del mondo" di Piri Reìs

Frammento sopravvissuto della “mappa del mondo” di Piri Reìs

Le carte ereditate dal cavaliere di Cristo permisero a Colombo di venire a conoscenza di mappe e segreti relativi al Nuovo Mondo, come ad esempio la mappa di Piri Reis. Per chi non lo conoscesse Piri Reìs (1465 o 1470-1553) fu un capitano navale ottomano (in seguito ammiraglio) anche se la sua notorietà la si deve al Kitāb-i bahriyyè (“Libro del mare”) e ad una “mappa del mondo”, oggi conservata nel museo del Topkapi.
Quindi Cristoforo Colombo sapeva benissimo dove si stava recando e questo spiegherebbe la sua sicurezza nel trovare terra e nell’indovinare i venti che soffiano nell’Atlantico. Doveva però mantenere il segreto in modo perfino paranoico. Del resto la leggenda narra che fino alla morte egli sostenne la convinzione di essere sbarcato in India.

A Colombo fu detto che il vero scopo della missione era quella di evangelizzare gli indios portando avanti la missione dei Cavalieri di Cristo. Il navigatore genovese fu però ingannato poiché, se anche fosse esistita una funzione “missionaria”, gli obiettivi della Chiesa erano del tutto diversi.
Da questo si deduce che, mentre la Corona Spagnola sfruttava le risorse del Nuovo Mondo, la Chiesa organizzava il genocidio dei nativi al fine di cancellare le prove scritte dell’esistenza di Atlantide nei testi sacri maya, inca e aztechi che avrebbero insidiato il suo potere descrivendo chiaramente le origini extraterrestri dell’Uomo. Allo stesso modo, eliminando gli indios, si sarebbe impossessata delle loro ricchezze da utilizzare per finanziare la guerra all’islam (nel 1492 si era appena conclusa la cacciata degli arabi dalla penisola iberica).
Sembra che lo stesso Piri Reis, parlando di Cristoforo Colombo, affermasse che il navigatore fosse in possesso di carte del “Mare Occidentale”, ovvero l’Oceano Atlantico, e dell’estremo Occidente; la notizia sembra trovare conferma anche da Bartolomé de Las Casas, uno dei principali biografi di Colombo.
Piri Reis, che cercò di conoscere l’origine di tali mappe, venne a sapere che quelle utilizzate da Colombo erano trascrizioni spagnole di esemplari dei tempi di Alessandro Magno. Mappe che Alessandro Magno a sua volta recuperò in Medio Oriente probabilmente da fonti della Biblioteca di Alessandria, mappe pertanto prodotte dalla civiltà di Atlantide.

Riassumendo: Colombo avrebbe davvero posseduto dunque mappe antichissime ereditate dal suocero (il cavaliere dell’’Ordine di Cristo), a sua volta ottenute dai Templari, che la tradizione vuole opera di navigatori atlantidei, scampati alla distruzione della biblioteca di Alessandria e di cui la mappa di Piri Reis sarebbe soltanto una delle tante trascrizioni e copie?

Sono interrogativi ai quali non è possibile fornire spiegazione.

Il mistero su Cristoforo Colombo e la scoperta dell’’America rimane …

Shu

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