El Dia de los Muertos

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Articolo a cura di Maurizio Ganzaroli

Il sottile velo che divide i due mondi, il nostro e quello “metafisico” in certi periodi dell’anno entrano in contatto con l’assottigliarsi di questo muro invisibile ed esattamente questo succede tra la notte del 31 ottobre ed il 1 novembre, questo periodo dell’anno viene chiamato Samhain o che i più conoscono sotto il nome di Halloween.
In questo periodo che in America dura da 4 a 7 giorni, e si conclude nella notte del 31 ottobre, ha radici più antiche del popolo americano stesso, infatti deriva da un misto di celebrazioni Olandesi, Inglesi e celtiche ma anche da rituali dei pellirosse dove nel periodo della luna piena che cade in ottobre e che quindi cambia sempre data, si mascheravano da morti, in quanto le anime inquiete cercavano vendetta  presso i vivi, ma se avessero trovato solo dei loro simili, le loro ire si sarebbero placate rinunciando per sempre alla vendetta.

Per i messicani esiste una leggenda vecchia quanto il mondo, in quanto non si sa in quale periodo sia la sua nascita e che racconta di un ragazzo molto giovane e stupido che  nel periodo des los muertos che si conclude nel dia de los muertos e cioè il 2 di novembre, si rifiuta di girare per la città vestito da morte, canzonando chiunque incontri.
Molti gli dicono che fa male a non fare come gli altri e che si potrebbe pentire del suo gesto, ma lui imperterrito continua a fare di testa sua.

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Entra in un bar e mentre tutti si divertono e si offrono da bere l’un l’altro, lui si siede solo ad un tavolo, rifiutando qualsiasi compagnia.
Ad un tratto qualcuno vestito da scheletro gli si avvicina chiedendogli se può sedere al suo tavolo, il ragazzo rifiuta, ma dopo un ulteriore insistenza lui acconsente a patto che lo sconosciuto non parli, e non voglia nulla da lui.
Lo scheletro
“ Non mi offri nemmeno da bere?”

Il ragazzo
“Non ci penso nemmeno!
Se non hai soldi, sono affari tuoi!”

Lo scheletro
“Ma non sai che oggi dovresti essere gentile con chi è vestito come la morte?”

Il ragazzo
“E perché mai dovrei farlo?
È forse scritto da qualche parte?”

Lo scheletro
“certo che no, ma sarebbe buona educazione oltre che un atto intelligente da parte tua!”

Il ragazzo
“ E perché mai, intelligente?
Ti sembro forse stupido?”

Lo scheletro
“Questo no, ma neanche tanto scaltro!
Dai offrimi da bere e ti racconterò la storia del giorno dei morti!”

Il ragazzo
“Ma nemmeno per scherzo!
Non mi interessa, voglio stare solo!”

Lo scheletro
“ te la racconterò lo stesso!
In questi giorni il mondo dei vivi e dei morti si confondono tra loro, e la morte finalmente può riposarsi.
Può girare in mezzo agli esseri umani come chiunque altro e nessuno ne avrà paura.
Dopo tutto l’odio, il rancore e il dolore finalmente può riposarsi e vivere in mezzo agli uomini.
Sei sicuro di non volermi offrire da bere?
È quasi mezzanotte!”

Il ragazzo
“Ti ho già risposto di no, e non voglio nemmeno sentire questa stupida storia!”

Lo scheletro
“manca davvero poco a mezzanotte e domani non sarà più festa!”

Il ragazzo
“meno male!
Non ne potevo più di tutte queste facce da cadavere in giro!”

Lo scheletro
“la storia dice, che la morte quella sera grazierà qualcuno in quanto sarà in riposo, purchè questo faccia qualcosa per lei, anche un gesto semplice!”

Il ragazzo
“come offrire da bere, immagino!
Sempre lì cadi, eh?”
La pendola suona mezzanotte

Lo scheletro
“sei stato proprio stupido ragazzo, avevo deciso di graziarti, perché oggi avresti dovuto morire, ma tu non hai voluto nemmeno offrirmi da bere e mi hai trattato male fin dall’inizio.
Ho provato  a farti capire, ma tu non hai voluto, così ora devo portarti con me!”

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Alla mattina quando il bar chiude, il proprietario trova il corpo del ragazzo, chino sul tavolo morto, ed esclama:
“sarebbe bastato un piccolo bicchiere di vino, per mandare via la morte!”

Per i messicani diventa quindi un modo di esorcizzare la paura della morte e di farsela amica per un giorno, e di rispettare i propri defunti.

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