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I triangoli del mistero

Tutti gli altri triangoli (oltre a quello delle Bermuda)!

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Da tempi immemorabili, l’oceano è parso all’uomo un ambiente ostile e pericoloso. Così come sulla terra ferma, ci sono alcune aree oceaniche che hanno fatto registrare numerose anomalie e misteri.
La zona più famosa, che quasi tutti conoscono o ne hanno sentito parlare per gli enigmatici fenomeni che la caratterizzano, è sicuramente quella del Triangolo delle Bermuda. In quest’area numerosi fenomeni enigmatici sono stati descritti dai marinai e dagli aviatori di ogni tempo; persino il navigatore genovese Cristoforo Colombo annota nei suoi diari di misteriose sfere di luce viste fluttuare sulle acque di questo misterioso fazzoletto di Oceano Atlantico.
I ricercatori, che da anni studiano questa zona, hanno avanzato le ipotesi più varie per giustificare fenomeni che sfidano le leggi della fisica e le misteriose sparizioni di intere navi e aerei: dalla presenza di un tunnel spazio temporale, sullo stile Stargate, alle distorsioni magnetiche di un qualche fenomeno non ancora conosciuto. C’è chi pensa addirittura che sul fondo del Triangolo delle Bermuda esista una gigantesca piramide di cristallo, un antichissimo generatore di energia che causerebbe le anomalie e che sarebbe una vestigia della mitica civiltà di Atlantide.
Ma quello delle Bermuda non è l’unico luogo del pianeta dove si registrano casi di misteriose ed enigmatiche sparizioni. Scopriamo gli altri luoghi.

Il Mare del diavolo

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Conosciuto anche con l’appellativo di “Triangolo del Drago”, questa zona dell’Oceano Pacifico si trova a al largo della costa sud-est del Giappone; come per le Bermuda, anche in questo caso è possibile individuare un triangolo ideale i cui vertici sono rappresentati dalle isole di Honshu, la più grande, Luzon e Guam. L’area in questione è diventata tristemente famosa per le anomalie che sono state tramandate dai marinai da tempo immemore. Leggende che raccontano di acque abitate da diavoli e mostri marini che non aspettano altro di attaccare gli incauti navigatori.
Al di là delle  leggende, ci sono fatti registrati dalla storia che fanno riflettere. Le numerose sparizioni di navi e aeroplani avvenute nella zona ha costretto il governo nipponico a dichiarare l’area come “zona pericolosa”.
Quali sarebbero questi fatti?.
Secondo quanto riporta lo scrittore Charles Berlitz nei suoi resoconti, tra il 1952 e il 1954, il Giappone perse in questa zona ben cinque navi militari, tutte sparite nel nulla senza lasciare traccia.
Nel 1955, il governo giapponese commissionò una spedizione in quel tratto di mare per fare luce sulle misteriose sparizioni misteriose; tuttavia anche la nave oceanografica Kaiyo Maru 5 sparì nel nulla con tutto l’equipaggio a bordo composto da marinai e scienziati.Cosa è realmente successo? È davvero possibile che una nave sparisca nel nulla?
A seguito di questo evento, numerosi ricercatori indipendenti iniziarono uno studio approfondito sul Triangolo del Drago per cercare di dare risposte a questi fenomeni. Tra questi, spicca lo scozzese Ivan Sanderson, il quale inserì questa area nelle “Twelve Devil’s Graveyards Around the World” (I dodici cimiteri del diavolo sparsi per il mondo). nel mondo esisterebbero infatti 12 zone simili al Triangolo delle Bermuda, posizionate a intervalli di 72° intorno al mondo, e più esattamente situate al 36° latitudine nord e sud; cinque nell’emisfero settentrionale, cinque nell’emisfero meridionale, oltre ai poli nord e sud.Il motivo per il quale il Triangolo delle Bermuda è più conosciuto, dipende dal fatto che si tratta di un’area con un traffico aereo e marittimo più intenso; ciononostante, per Sanderson, anche le altre zone, sebbene situate in luoghi meno battuti, sono la prova evidente di anomalie che egli definisce come “Vortici del male”. Le correnti calde e fredde che attraversano questi “vortici” creerebbero dei disturbi elettromagnetici in grado di influenzare gli strumenti delle navi causandone la sparizione.
Andiamo avanti.

Il Mar dei Sargassi

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La porzione di Oceano Atlantico compresa fra gli arcipelaghi delle Grandi Antille e le Azzorre è nota per le alghe di colore bruno che vi proliferano, appartenenti al genere Sargassum (da qui il nome dei Sargassi). Tali alghe affiorano in superficie in grandi quantità, conferendo ad alcune zone del Mar dei Sargassi l’aspetto di una prateria. Caratteristica peculiare del Mar dei Sargassi è il fatto che è sempre calmo e, nonostante si trovi ad una latitudine abbastanza alta, l’acqua risulta sempre insolitamente calda.

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Il Mar dei Sargassi fu scoperto il 16 settembre 1492 da Cristoforo Colombo nel primo viaggio verso le Americhe. Pochi giorni dopo “le erbe erano talmente fitte che il mare pareva coagulato” ma, stranamente, al 72° meridiano le erbe cessarono (come spiegato da Sanderson).Anche Jules Verne scrisse di questo mare nel suo libro I grandi navigatori del Settecento descrivendolo come un vero e proprio “lago in mare aperto”; secondo Verne, la mitica Atlantide si troverebbe proprio sul fondale del Mar dei Sargassi. L’area del Mare dei Sargassi ha una misteriosa reputazione, ossia quella di “rapire” gli equipaggi dalle loro imbarcazioni, lasciando i vascelli vuoti a continuare la loro navigazione. Sembra fantascienza questa eppure, come vedremo di seguito, vi furono due episodi che destano tutt’oggi sconcerto e incredulità.
Il primo episodio in questione riguarda la nave mercantile francese Rosalie, partita nel 1838 da Amburgo e diretta all’Havana, Cuba. La nave venne ritrovata il 6 novembre 1840 alla deriva, al largo di Cuba, senza equipaggio e con le vele ancora spiegate; lo scafo era perfettamente intatto e il suo carico completamente integro, cosa che fece escludere un assalto da parte dei pirati. Anche le scialuppe di salvataggio erano al loro posto mentre dell’equipaggio, scomparso misteriosamente nel nulla, non si seppe mai più niente. Il secondo episodio riguarda la Mary Celeste, brigantino canadese salpato il 7 novembre 1872 da Staten Island, New York, diretto verso Genova. Oltre al capitano Benjamin Briggs e all’equipaggio  la nave aveva altri due passeggeri, la moglie del capitano, Sarah E. Briggs, e la sua figlioletta di appena due anni, Sophia Matilda. Il 4 dicembre 1872 il brigantino fu avvistato da un’altra nave, la Dei Gratia, tra le coste portoghesi e le isole Azzorre, alla deriva a vele spiegate verso lo stretto di Gibilterra; dell’equipaggio a bordo nessun segno di presenza.
Nella stiva allagata della nave il carico era ancora intatto, alcune vele erano strappate, la bussola era rotta mentre il sestante ed il cronometro marino mancavano così come la sua unica scialuppa di salvataggio. Segno questo di un abbandono intenzionale. Ma da cosa?.
Le ultime annotazioni rimaste riferivano che la nave era giunta in vista di Santa Maria delle Azzorre il 25 novembre. Tuttavia degli uomini scomparsi dalla Mary Celeste nessuno fu mai ritrovato, né si seppe mai cosa accadde loro.

La Terra del Fuoco

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Un altra trappola per imbarcazioni e marinai è rappresentata dalla Terra del Fuoco, un arcipelago al largo della punta meridionale del Sud America. Durante il suo primo viaggio intorno al mondo, iniziato nel 1520, il famoso navigatore Ferdinando Magellano avvisto numerose luci in movimento nei pressi dell’arcipelago; alcuni pensarono che si trattasse di torce accese posizionate su zattere alla deriva (da qui il nome “Terra del fuoco”). Le cronache raccontano di un terribile avvenimento accaduto molti secoli dopo, e che ancora oggi rimane avvolto nel mistero.
Nel mese di ottobre del 1913 i marinai a bordo di una nave britannica avvistarono un vascello sconosciuto alla deriva. Quando abbordarono la nave, i marinai scoprirono che il ponte della nave era completamente marcio e, con loro sommo orrore, scoprirono 20 scheletri che presumibilmente rappresentavano quello che rimaneva dell’equipaggio originario. Tutte le merci e le attrezzature della nave erano rimaste intatte e nulla fuori posto.
I documenti ritrovati a bordo rivelarono che la nave era partita da un porto della Nuova Zelanda 23 anni prima, in direzione di Londra, con un carico di lane e carne congelata. Cosa sia successo alla nave e al suo equipaggio rimane ancora un mistero.
Tuttavia incontri con navi “fantasma” o con cimiteri galleggianti non sono così rare in mare aperto.

Il Triangolo del Michigan

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Non solo il mare custodisce segreti e luoghi misteriosi!.
Il lago Michigan, uno dei cinque Grandi Laghi dell’America del Nord, compreso nel territorio degli Stati Uniti, per esempio, è stato teatro di numerosi avvistamenti di oggetti misteriosi e di aerei fantasma. Secondo quanto scrive lo storico marino Dwight Bower, nel suo libro Strange Adventures of the Great Lakes, la leggenda del Triangolo del Michigan nacque nel 1937, quando il capitano George Donner scomparve misteriosamente dalla cabina del suo cargo durante una consegna di routine di carbone.

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Northwest Orient Airlines Flight 2501

Oltre alle navi a scomparire misteriosamente sul lago furono quasi 40 aerei! Il più famoso episodio avvenne  il 23 giugno 1950. A decollare per il volo 2501 è un DC-4 della Northwest Airlines, in servizio tra New York e Seattle con 55 passeggeri a bordo. Nel giugno di quell’anno l’aereo precipitò nel lago Michigan appena superato Benton Harbor; nessuno dei 58 passeggeri sopravvisse e il velivolo non fu mai trovato. Ancora oggi il relitto non è stato ritrovato nonostante sia oggetto di una ricerca annuale da parte del Michigan Shipwreck Research Associates la quale indaga per cercare di spiegare l’incidente.
Insomma, concludendo, la domanda che tanti si pongono è: ma che fine hanno fatto tutti questi aerei e queste navi? È davvero possibile che siano spariti nel nulla come raccontano le leggende oppure sotto sotto c’è una qualche spiegazione a questo fenomeno che, a quanto pare, continua ancora oggi. È possibile che centrino gli UFO con queste sparizioni? Navi ed aerei possono essere finiti in una sorta di “dimensione parallela”, stile Stargate?
Domande ancora senza risposta. Per il momento il mistero rimane.
A voi crederci o no!.

Shu
Shu
Shu

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