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Il drago in volo

cimadasta-300x225Capita solo d’estate ma ogni volta la povera gente di Tezze vive ore di angoscia e di terrore.
Nei giorni più caldi della canicola ecco che dalle vette dei Lagorài si alza in volo un terribile drago grande enorme e lucente l’animale sorvola la valle e con ampi cerchi s’abbassa fin quasi a sfiorare le cime degli alberi più alti.
Contadini e massaie sospendono i loro lavori e corrono a cercar rifugio nelle stalle.
Quando passa silenzioso sopra l’abitato di Tezze in Valsugana lo si vede bene com’è fatto, la pelle squamosa e d’un colore brunastro venato di azzurro sembra viscida come quella dei serpenti.
Il collo lungo e sottile fa da contrappeso a una coda altrettanto smisurata che remiga nell’aria per aiutare le due grandi ali di pipistrello che sbattono lente e maestose.
Il basilisco non guarda mai giù in valle ha gli occhi fissi sulle montagne quasi attendesse l’arrivo d’un compagno col quale intrecciare aeree evoluzioni.
Vola a lungo per un’ora per due poi si gira e con grandi colpi d’ala s’alza in quota e scompare in direzione della Cima d’Asta.
Lassù infatti nelle profondità gelide di un laghetto ha la propria dimora che abbandona soltanto al culmine del caldo estivo per cercare refrigerio in quel volo lungo e misterioso.
Solo quando è finalmente scomparso alla vista la gente di Tezze si scuote e timidamente ritorna alle consuete occupazioni col pensiero però rivolto sempre a quella visione fantastica.

Testo gentilmente concesso dall’autore – Mauro Neri

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Anubi
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