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Il fantasma del castello di Fènis

Il castello di Fènis è una delle mete più suggestive della Val d’Aosta. Un luogo, però, infestato da un fantasma come tanti castelli incantevoli; edifici magici che racchiudono storie misteriose e affascinanti leggende.

Diversamente dai soliti castelli, il castello di Fenis non si trova arroccato su qualche promontorio roccioso ma è situato sulla cima di una leggera collina circondata da una serie di prati. Le prime notizie della sua esistenza si trovano in un documento del 1242 nel quale un castrum Fenitii è indicato come proprietà del visconte di Aosta Gotofredo I di Challant (… –1265) e dei suoi fratelli. Venne successivamente ampliato fino a diventare nel 1420 un castello alpino esemplare, di epoca medievale. La famiglia Challant è stata proprietaria del castello fino al 1716, anno in cui fu ceduto a Baldassarre, conte di Saluzzo Paesana; negli anni successivi per il castello iniziò un periodo di vera decadenza e di successivi passaggi di proprietà.
Nel 1895 lo acquistò Alfredo d’Andrade (1839-1915) che lo fece tornare il castello agli antichi splendori. A partire dal 1936 il castello appartiene all’Amministrazione regionale della Valle d’Aosta.01_bran_castle_wiki
I racconti legati alle apparizioni di fantasmi nel castello di Fènis sono numerosi. C’è chi ha sentito strani rumori, urla e suoni di catene provenire dalle sale del paino superiore (non accessibili al pubblico) del maniero. E poi c’è l’affascinante storia della salma ospitata nel castello.

È quella di un bambino imbalsamato, morto da secoli, ucciso dalla mano della matrigna per questioni di eredità; la donna, infatti, sposa in seconde nozze col padre, volle che fosse il fratellastro, suo figlio naturale, l’unico erede delle fortune della famiglia. Così trucidò il bambino.
A tutt’oggi il suo fantasma viene visto girovagare nelle stanze del castello, sia di notte che di giorno e sono molti i turisti che lo hanno notato. Lo spettro del bambino, comunque, non è violento, si limita soltanto a spostare oggetti e suppellettili, in particolare nelle cucine.
Se decidete di visitare il castello ( e ve lo consiglio) tenete gli occhi bene aperti e la fotocamera digitale sempre in mano, non si sa mai.

Shu
Shu
Shu

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