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Il mistero della morte di Mozart

Genialità e sregolatezza di un musicista straordinario

Il grande compositore austriaco Wolfgang Amadeus Mozart mori a Vienna il 5 dicembre 1791, all’età di 35 anni. Di lui non si parla solo per le pagine indimenticabili di musica classica che ha lasciato, ma anche per il mistero che avvolge la sua morte. Cosa lo ha ucciso? E dov’è sepolto il corpo del celebre musicista? Un mistero che cercherò di capire in quest’articolo.

Chi non conosce Mozart? Musimozartcista dal talento musicale straordinario fin dalla più tenera età, autore di musica sacra, sinfonie ed opere liriche importanti come Le Nozze di Figaro (1786), Don Giovanni (1787) e Così fan tutte (1790). In quest’articolo non parlerò delle pagine indimenticabili di musica classica che ci ha lasciato, ma per il mistero che avvolge la sua morte. Eh si perché per oltre 200 anni la vera causa di morte di Mozart è rimasta un vero giallo. Il mistero nasce anche dal fatto che i resti del genio sono andati dispersi irrimediabilmente sette anni dopo la sua morte e quindi è impossibile dare una risposta certa a questo interrogativo.

Ma chi è esattamente Mozart, oltre che musicista?
Mozart fu un personaggio un po’ fuori dalle righe, oggi diremo “eccentrico”. È risaputo che fosse un donnaiolo, che amasse giocare, bere e divertirsi. A rendere enigmatica la sua figura c’è anche la sua affiliazione alla Massoneria; egli lo fece soprattutto perché attratto da quel concreto ideale di fratellanza universale cui già si era accostato creando il personaggio di Selim, nel Ratto del Serraglio e che poi tornò ad annunziare, ancor più luminosamente, per bocca di Sarastro, nel Flauto magico.
Ma torniamo alla sua morte.
Vi sono numerose ipotesi, più o meno romanzate, che avvolgono la morte di Mozart. William J. Dawson, medico nonché bibliografo per la Performing Arts Medical Association ne ha contate 118: dall’avvelenamento da mercurio alla febbre reumatica o, più recentemente, la sifilide. Il calcolo è stato fatto prendendo come base i 136 studi del database dell’associazione per cui lavora, sul musicista austriaco. «Analizzarle ha dato risultati a volte confusi, complicati», ha scritto il medico. Dawson è giunto alla conclusione che la cosa migliore era dividere le possibili cause di morte di Mozart in cinque gruppi: avvelenamento, infezioni, malattie cardiovascolari, malattie renali o un misto fra alcune di queste patologie. Ma l’ex chirurgo ortopedico ammette: «Se dovessi scommettere una piccola cifra, lo farei puntando sull’insufficienza renale. È la diagnosi più comune nei documenti analizzati».
Nella categoria “infezioni” sono comprese teorie già battute da altri esperti, come quella della morte per sifilide, per febbre reumatica, per endocardite batterica, setticemia streptococcica, tubercolosi o per un parassita.

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Hermann Kaulbach Gli ultimi momenti di Mozart

Quest’ultima ipotesi, alquanto suggestiva è stata invece formulata da J. V. Hirschmann, della University of Washington il quale nella prestigiosa rivista americana Archives of Internal Medicine chiama in causa la trichinellosi, una malattia che all’epoca di Mozart ancora non la si conosceva (verrà infatti descritta quarantaquattro anni dopo la morte del musicista dallo studente di medicina Sir James Paget). Secondo l’autore americano questa malattia, causata da un nematode parassitario del genere Trichinella, è l’unica che può racchiudere i caratteri del quadro clinico di Mozart: febbre, edema senza dispnea, infiammazione delle estremità comprese mani e piedi, coscienza integra fino alla morte, carattere epidemico, mortalità significativa, decorso prevedibile.
La trichinellosi viene contratta con l’ingestione di carne cruda o poco cotta di animali infetti, generalmente suina, ma anche da animali selvatici e domestici come il cinghiale e il cavallo. Lo stesso Mozart racconta in una sua lettera scritta quarantaquattro giorni prima del decesso le meraviglie di gustose cotolette di maiale. Secondo Hirschmann sarebbe quindi lo stesso Mozart a rivelarci la causa della sua morte. Dunque Mozart sarebbe morto di questa malattia? Difficile dirlo.

Antonio Salieri
Antonio Salieri

Ma c’è un ultimo fatto sulla morte di Mozart che vale la pena approfondire.
Secondo la maggior parte degli studiosi, negli anni successivi la morte di Mozart si diffuse la leggenda secondo cui il musicista sarebbe stato avvelenato. A compiere questo gesto sarebbe stato il compositore italiano Antonio Salieri. Il poeta e scrittore russo Aleksandr Sergeevič Puškin diede credito a questa leggenda e nel 1830 scrisse il dramma teatrale in versi Mozart e Salieri (in un primo tempo intitolato, significativamente, Invidia). La vicenda: invidioso dalla fama e dal successo di Mozart, Salieri fa commissionare al detestato musicista austriaco un’opera, il Requiem, per poi uccidere l’autore, spacciare il brano per suo, suonarlo al funerale di Mozart e poter sentire: «Anche Salieri è stato toccato da Dio».

Per quest’opera Puškin si ispirò probabilmente al fatto che il Requiem di Mozart fu commissionato dal conte Franz von Walsegg, che infatti voleva spacciarlo per proprio in occasione dell’anniversario della morte della propria consorte. La leggenda della morte per avvelenamento, da parte quindi di Salieri, si diffuse e fu ripresa poi nei secoli successivi; nel 1978 un adattamento di questa leggenda venne portato nei teatri con il dramma Amadeus, di Peter Shaffer.

Concludendo, in quest’articolo sono state esaminate diverse ipotesi sulla causa di morte di Mozart. Tuttavia, vista la carenza di dati clinici approfonditi e la mancanza della salma, sembra molto improbabile stabilire con certezza la causa di morte del musicista. Ciò che oggi ci rimane di Mozart è la sua immortale musica, unita alla considerazione che come esseri umani diveniamo particolarmente sensibili quando persone straordinarie muoiono per motivi normali.

Shu
Shu
Shu

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