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Il risveglio del Drago

Il segreto della porta della Sacra di San Michele

Questo rito risale al 843 d.c. che ho tradotto dal latino all’italiano qualche tempo fa, ho trovato decisamente interessante questo piccolo libretto scritto da un Monaco della valle di Susa.

Molti di questi “riti” venivano studiati da questi monaci che in realtà volevano conoscere le antiche culture dalla Valle di Susa, alcune di queste culture o usanze sono ancora vive nella nostra valle, basti pensare all’accensione dei fuochi sia per le feste di primavera sia per le feste dell’estate, ogni borgata ha mantenuto queste usanze ma se si cercano informazioni da chi vi partecipa si ha la stessa risposta: ” sono usanze dei nostri nonni!”, nessuno però si è mai informato del perchè i “nonni” hanno mantenuto queste vive queste usanze.

Ed ecco che se si cerca nelle antiche biblioteche della Valle si trovano parecchi scritti riguardanti queste usanze, il motivo per cui i cattolici facevano ricerche su usi e costumi valligiani non era altro che un modo per sostituirle con funzioni cattoliche, lo scritto che ho tradotto è del 843 d.c. quindi in piena Michealizzazione di alcune parti della valle, parlo della Michealizzazione per via del culto di San Michele Arcangelo, molto diffuso in quel periodo.

Questo rito era chiamato anche il risveglio del Drago, penso che questo sia uno dei motivi per cui fu introdotto c, come sapete la storia o leggenda narra dell’c che scaccia il Drago negli inferi, anche facendo le ricerche del caso non sappiamo con certezza la provenienza di tale leggenda se non da scritti proprio di quel periodo.

In molte delle chiese della valle troviamo affreschi raffiguranti l’Arcangelo che scaccia armato di spada e in alcuni casi anche di scudo, una figura che rassomiglia ad un drago, certo che nella leggenda si parla di Lucifero ma in Valle di Susa hanno deciso di raffigurarlo come un drago.

arcangeloTraendo le conclusioni e scoprendo che parecchi riti pagani della valle riguardavano i Draghi penso che la chiesa abbia voluto appositamente raffigurare Lucifero o Satana come un drago per demonizzare la cultura pagana.

Per farvi capire meglio come la chiesa del periodo voleva demonizzare il paganesimo vi riporto queste mie riflessioni pertendo dalla Sacra di San Michele Arcangelo.

Mi ha molto incuriosito una delle porte di ingresso della Sacra di San Michele, per la precisione quella che da sulla Chiesa alta dopo la porta dello zodiaco, guardandola con attenzione possiamo notare una spada ondulata, delle catene che stringono la spada e un serpente / drago con la testa di Satana, quindi? Incuriosito da tutto questo ho fatto delle ricerche più approfondite e ho scoperto che in un primo momento, per la precisione nella ristrutturazione del 1928, quella porta doveva essere sostituita ma per qualche strana ragione la porta nuova è ancora in un angolo del giardino vicino alla fureria… il motivo per cui doveva essere sostituita?

In una bolla papale del 1926 si fà riferimento proprio a quella porta, si chiedevano delucidazioni sulla natura e il significato “vero” di quel rilievo, effettivamente guardandolo bene ci rendiamo conto che il drago è libero in realtà e sembra storga con la sua forza la spada che un tempo lo ha imprigionato, altra curiosità, i due volti dei rilievi che raffigurano Satana sono differenti nelle espressioni, quello sulla sinistra ha un’aria al quanto cattiva ma quello sulla destra sembra quasi un cherubino, alcuni sostengono che l’artista abbia voluto mettere in evidenza che il male si presenta sotto molte forme e quindi bisogna sempre stare attenti…

Portale_della_chiesaLa porta venne regalata ai Monaci Certosini nel 1828 da Carlo Felice, i Monaci comunque rimasero per poco tempo a capo dell’Abazia di San Michele.

Ma questa porta è un vero libro per chi sa interpretarla, se guardate bene la fotografia noterete che sulla parte sinistra della foto il demone è in realtà libero, contate gli anelli della catena e noterete che proprio quello che lo tiene prigioniero manca… quindi quello cattivo è libero?

In uno degli scritti antichi si parla di una leggenda o di una profezia (non è specificato) nella leggenda sembra che il monte Pirchiriano sia proprio la porta degli inferi e che l’Abazia doveva essere costruita li come sigillo per non permettere al male di fuoriuscire, ma sempre leggendo si scopre che sarà proprio l’Arcangelo a liberare Satana come punizione divina…. ecco il significato del rilievo, dalla parte destra abbiamo un demone legato e sottomesso con la forza e il suo viso è buono, dall’altra abbiamo un demone con il viso infuriato ma libero.

In un altro scritto invece si parla del ritorno del Paganesimo, il ritorno dei Draghi, quando l’antica religione riprenderà il suo posto, ed è proprio in queste pagine che sono rimasto stupito…

il monaco parla della Sacra di San Michele come di un sigillo, definito per l’esattezza come “sigillo del tempo”, in una parte dello scritto si trova una frase che recita più o meno così: “… ed ècco che la stessa verde pietra dell’antica città pagana sarà impegnata per costrutire il sigillo che ha il compito di tenerla celata fino al tempo del risveglio del verde drago…” , questo mi fa pensare molto, di quale antica città stava parlando? Bè, questo mi riporta a Rama e visto che si parla della pietra verde non posso far altro che pensare alla pietra d’Andrade che è verde.

Tutto combacia a questo punto, il sigillo, la pietra verde e la menzione ad un’antica città.

Sempre nello stesso scritto ecco che appare questo rito ma stranamente è scritto al contrario per intenderci meglio è scritto a specchio, il suo significato è decisamente affascinante e il canto del risveglio del drago o il rito è più unico che raro.

Quello che mi chiedo è perchè menzionarlo? Perchè non tenerlo nascosto?

Sembra che da quando cominciò la Michealizzazione si sia creato un gruppo di “custodi”, essi avrebbero dovuto tramandare scritti e custodire il rito che servirà per il risveglio del drago (?) poichè sembra che questa è la volontà dell’Arcangelo.

Leggere questo mi sa di apocalisse… ma leggendo il rito sembra non sia così.

Qui di seguito scriverò il rito del “RISVEGLIO DEL DRAGO” ma prima vi propongo parte dello scritto tradotto che parla della leggenda.

Faccio notare che la traduzione non è stata semplice, sia per le pessime condizioni del testo sia perchè è scritto in modo molto criptico, ho cercato a mio malgrado di dare un senso a tutto per quanto mi è stato possibile, non voglio sostituirmi agli studiosi del settore ne creare scompiglio nel mondo cattolico, quindi prendete questo come una semplice ricerca di un appassionato.

Ecco la traduzione:

13 giorno dopo il giorno di primavera

” Ecco che scrivo il testo, secondo i testi precedenti su pietra incisa l’Abazia verrà distrutta da scuri uomini, sento che il vento porta le loro marce, il suono delle loro lance annunciano l’imminente disfatta, sia tesoro questo testo poichè io affiderò ai custodi quanto segue.

Stringere il laccio sul dorso di un sacro libro con dodici nodi, uno per ogni custode, dodici i capitoli, un ordine non numerico che solo i dodici possono comprendere, i dodici nodi non sono quelli che si vedono, essi celati come un segreto che si ode come si ode il battito del cuore, guardate con gli occhi serrati e il messaggio udirete come tamburi tuonanti.

Gli scritti verranno ripetuti in opere che si conserveranno nel tempo, tutti vedranno ma nessuno comprenderà il vero significato che l’altissimo spirito ha inciso con la sua spada.

Beati coloro che daranno significato diverso poichè contribuiranno col celare le sacre parole.

Il sigillo è protetto da un color cielo che in circolo viaggia per i sentieri sconosciuti all’uomo!

Mai uomo dovrà scoprire tale segreto poichè la città verde dovrà restare celata agli occhi e al cuore finche i tempi non saranno maturi e i dodici apriranno la porta.

Ascoltate i dodici punti, ascoltate i dodici versi, essi vi condurranno alla ricerca delle dodici pietre verdi, chiavi della porta della città verde del drago”

Approssimativamente questo è quello che sono riuscito a tradurre, è come se il Monaco avesse voluto dare delle informazioni a qualcuno che avrebbe dovuto custodire tale manoscritto.

I dodici capitoli in realtà sono dodici versi, lui li chiama capitoli forse perchè sono scritti in dodici pagine diverse e sempre scritte in bianca e mai in volta, non trascriverò i dodici capitoli ma trascriverò solo il rito, anche quì ho dato un interpretazione personale o meglio quello che sono riuscito a comprendere.

Nelle dodici vesti che profuman di tempo entreranno i dodici,udite il richiamo come assordante suono di campana d’oro,le dodici chiavi di pietra verde sono state ritrovate,i dodici giacigli delle chiavi saranno aperti, le stelle ruotano e il Sole si spegne in questo giorno, Alzatevi venti urlanti, la città risorge!

Agitatevi alberi e cantate la sua lode!

Tremate terre e cantate il suo inno!

I dodici si sono risvegliati e apriranno la porta del tempo!

Il tempo è finito è nuova aria verrà respirata!

Non disperatevi dunque ma ammirate con stupore il ritorno!

Essi saranno i nuovi pilastri e le nuove guide per le vostre anime!

Il Sole e la Luna brilleranno di nuovo splendore! Ecco la verde città, ecco le energie creatrici!
Urlate voi! Dodici signori dei sigilli le sacre parole che aprono il sacro sigillo. Il tempo della verità è giunto, il tempo della luce è giunto!

Tu uomo hai vissuto nel buio fino ad oggi, ora apri gli occhie ammira la magnificenza di colui che è e che sarà!

Questo è quello che ho tradotto ma ancora questo manoscritto deve prendere forma, per cui dobbiamo aspettare la conclusione delle traduzioni precise che pubblicherò a breve, per il momento vi ringrazio e vi auguro buon risveglio!

Marius

FONTE: Cantinadelrustico

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