Il Velo di Maya

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Dopo aver pubblicato: http://presenze-aliene.blogspot.it/2017/06/il-concetto-di-realta-1.htmlin seguito a segnalazioni dei lettori, ho preso atto del fatto che l’articolo in questione non è stato compreso da parte della maggioranza dei lettori. Mi rendo conto che l’argomento trattato non era facile, in quanto lontano dal comune modo di pensare, quindi chiedo venia. Ero però convinto che, evidenziando il fatto che i colori oggettivamente non esistono in quanto ci sono fatti vedere dal nostro cervello, ci saremmo trovati costretti a chiederci, a quanto ammonta ciò che il nostro cervello ci fa vedere, che però oggettivamente non esiste! Per conseguenza ci saremmo poi dovuti chiedere quanto vale il nostro attuale concetto di realtà e, se non è il caso di rivederlo.

La velatura è quell’ipotetico aspetto in base al quale, in tutto il mondo, ma in particolare presso le dottrine e filosofie orientali, è ipotizzata una situazione per cui all’essere umano non è consentito vedere e conoscere la realtà (vera) del quale fa parte. L’impedimento è detto appunto “VELO DI MAYA” ed è prevalentemente prerogativa del pensiero induista. Il velo di maya è la causa dell’incapacità umana del connettersi al vero, è la causa del sogno da apparentemente svegli, è la causa dell’eterno scontro duale. Vedere http://presenze-aliene.blogspot.it/2014/09/la-dualita-e-leterno-inganno.html Ma soprattutto, è la causa della incapacità di uscire dal ciclo delle rinascite.

Mettiamo da parte per un attimo il pensiero orientale e consideriamo quello occidentale. Ci hanno detto che siamo stati creati da Dio e che tutto procede da Lui. Non ci hanno però mai dimostrato cosa si intende per Dio. Ci hanno detto che noi umani siamo il prodotto spontaneo e naturale dell’evoluzione; ma non hanno mai dimostrato che tutto quanto è nato spontaneamente dal nulla, senza una causa esistente a monte. Non intendo escludere che in entrambe le ipotesi ci sono elementi interessanti e relativamente veri.

In tempi recenti si va affermando una corrente di pensiero che pressappoco suona così: Non Dio ci ha direttamente creati, ma suoi intermediari ovvero gli dei. Costoro sarebbero le culture aliene di oggi. Nel tempo sarebbero intervenuti più volte presso il genere umano mediante manipolazione genetica, indirizzando l’evoluzione umana. Il pregio di questa terza ipotesi è quello di mettere assieme le prime due e di accantonarle per superati limiti di età! Soddisfa questa nuova ipotesi? Assolutamente no! Oggi l’essere umano vuole comprendere cosa ci sta a fare qui, quale il senso di tutto ciò, cosa esattamente lui è. Vuole risposta alla domanda: UOMO, CHI SEI? Cerca quindi la risposta; ma riscontra che su tutto il pianeta sin dall’antichità, all’uomo è stato impedito di rispondervi in quanto ha dovuto soggiacere ad una azione di velatura mentale, psicologica, visiva.

Traggo dal sacro libro Maya “Popol Vuh”, (gli Dei sono in consiglio per decidere le sorti del genere umano): “I nostri esseri costruiti (l’essere umano), i nostri esseri formati, sanno tutto. Come ci comporteremo? Che possano vedere solo a poca distanza. Che non vedano altro che la faccia della Terra! Sarebbero come noi se generassero e si propagassero! Diminuiamo le loro facoltà. Allora gli esseri umani vennero pietrificati dagli spiriti del cielo che li velarono come l’alito vela uno specchio. Gli occhi si turbarono e non videro che le cose vicine! Così l’uomo perse la saggezza.”

Traggo dalla bibbia (Genesi 11/1) “Or tutta la Terra parlava la stessa lingua e usava le stesse parole”. Da (Genesi 11/6) “E l’eterno (La traduzione vuole dare a intendere che era Dio a parlare, ma erano gli elohim, quindi gli dei) disse: Ecco essi sono un solo popolo e hanno tutti il medesimo linguaggio e questo (torre di Babele) è il principio del loro lavoro. Ora nulla impedirà loro, di condurre a termine ciò che disegnano di fare. Orsù scendiamo e confondiamo quivi il loro linguaggio, sicché l’uno non capisca il parlare dell’altro!”

IL PROBLEMA DEGLI DEI

E’ palese il problema che gli Dei avevano nei confronti del genere umano. Non era la torre di Babele (nel senso di costruzione materiale) che, come ci è stato raccontato, saliva troppo alta nel cielo! Infatti sarebbe bastato che i costruttori umani fossero saliti su una collina o montagna e già si sarebbero trovati più in alto nel cielo, senza dover costruire nulla! La torre di Babele, va intesa come simbolo del tentativo di affermazione delle potenzialità umane. Quindi tentativo dell’essere umano di affermarsi come gli dei (emerge palese nell’affermazione tratta dal Popol Vuh). Il problema non era neanche la lingua parlata unica, oggi volendo tutti possiamo parlare inglese, ciononostante non ci capiamo. Il problema era che il linguaggio unico consentiva tra gli umani, una forma di sintonia, di empatia o addirittura di interessi simbiotici; che consentivano a loro di esprimere una notevole forza d’insieme. Soprattutto generava l’intesa di massa, cosa che oggi vediamo non esserci se non nella propaganda di sistema!

Analizzando le parti riportate da questi due antichi libri; emerge chiaramente che gli Dei in questione non approvavano l’affermazione delle potenzialità umane. Da ciò si deduce che, o gli esseri umani non li avevano creati loro; o li avevano creati loro, ma con potenzialità superiori a quanto erano poi disposti a consentire. Se però loro avevano avuto la capacità di crearli, per quale motivo li avevano creati con potenzialità poi da inibire? Sorge il sospetto che questi dei non hanno creato l’uomo; ma semplicemente lo vogliono gestire come loro creazione e, lo vogliono inferiore, sottoposto, riverente, sacrificabile, spremibile e parassitabile. Ecco perché lo velano, lo pietrificano e lo confondono. Forse sarebbe il caso di indagare cos’altro hanno fatto o stanno facendo.

Sarebbero come noi se generassero e si propagassero! Significa che l’essere umano è portatore potenziale di caratteristiche aliene, tali da consentire uno sviluppo a livello di consapevolezza che consentirebbe di diventare non più governabili da loro.

Così l’uomo perse la saggezza.” Quindi prima l’uomo possedeva la saggezza e poi gli fu tolta. Pertanto nessuna responsabilità sarebbe dell’uomo. La domanda però ora è: quanta saggezza ha perso, ma soprattutto, ne sta ancora perdendo? Se osserviamo l’attuale indirizzo verso uno stato di pazzia sempre più evidente, diventa legittimo pensare che la saggezza la stiamo ancora perdendo!

Che possano vedere solo a poca distanza. Che non vedano altro che la faccia della Terra! Questa è l’affermazione più evidente che conferma l’avvenuta velatura visiva e del fatto che vi sarebbe altro da vedere che ci è precluso!

LA VELATURA

All’uomo è stato concesso di vedere mediante i telescopi spaziali, quindi il problema per gli dei non è impedire che l’uomo possa vedere lontano. Il significato pertanto, deve essere altro. Significa che la vista umana, non deve spaziare su tutto lo spettro del visibile della luce; ma unicamente su di una banda di frequenza stabilita, quindi limitata. Chiamiamola banda di frequenza visiva, oppure spettro visivo, esattamente come rappresentata nella immagine sotto. Lo stesso discorso dovrebbe essere fatto per quanto riguarda gli altri sensi; ma ci porterebbe troppo oltre. Come evidente, la banda di frequenza consentita all’essere umano è estremamente ridotta rispetto allo spettro totale. Spazia dal valore di circa 380 a 780. Molti animali hanno disponibilità di una banda più ampia; così come molti animali hanno un numero di occhi maggiore a due. Alcuni hanno poi gli occhi indipendenti per cui possono puntare obiettivi diversi contemporaneamente. Ciò significa che i loro cervelli poi sono in grado di gestire le informazioni in arrivo in modo separato e, di accostarle unicamente in base all’utilità. Una cosa è certa: a livello visivo l’essere umano è scarsamente dotato; per giunta il campo visivo disponibile è estremamente ridotto.

Tutto questo sarebbe più che sufficiente per dimostrare che la nostra vista è limitata, ma poi si aggiunge quanto riportato nell’articolo relativo al concetto di realtà ovvero, noi umani non siamo in grado di vedere, ma semplicemente di visualizzare oppure se preferiamo, possiamo utilizzare il termine rappresentare! Vedere significa essere in grado di interiorizzare una immagine che riproduce fedelmente il vero. Visualizzare significa generare una immagine decodificata e ricostruita internamente, ma non coerente a quanto sta lì fuori. La differenza è enorme. Se la ricostruzione dell’immagine che visualizziamo fosse arricchita rispetto alla realtà, ben venga. Se invece la ricostruzione non è coerente al vero, allora ci inganna e ci vela.

I colori non esistono in natura, ma sono inseriti nell’ambito della ricostruzione dell’immagine, da parte del cervello. Quindi l’essere umano non ha alcuna possibilità di vedere la realtà vera, semplicemente perché non vede affatto! Noi umani, non solamente siamo velati, ma siamo letteralmente ciechi! La velatura che ci è stata imposta è la cecità completa! In alternativa ci è stato consentito utilizzare un metodo di visualizzazione che, sotto l’aspetto estetico non è male in quanto crediamo di vedere un magnifico mondo a colori; ma questa non è la realtà oggettiva, ma quella illusoria.

Pensatori, ricercatori, filosofi, poeti ecc. hanno tentato di comprendere l’arcano. Molti hanno desistito e, altri come Montale e Schopenhauer hanno negativizzato le conclusioni. Se un tizio ha vissuto come incarcerato dentro una cella con un semplice lucernario per vedere il panorama, ogni volta che è uscito in corridoio, ha visto unicamente il buio. Quindi se ne è sempre tornato in cella convinto che nulla vi era da ricercare! Mai scoprì che la cella non era parte di una prigione, ma unicamente una creazione della sua mente!

Un ruolo fondamentale per l’affermazione della detta logica, è nella responsabilità di chi ha gestito e indirizzato l’umanità. Pertanto del potere, con un ruolo e una responsabilità fondamentale da parte del potere religioso. La credulità religiosa ha imposto all’uomo di restare in cella e pertanto di non poter scoprire che il carcere era fatto di sabbia, di vento, di pensiero!

Il punto nevralgico di tutta quanta la vicenda, è però dovuto al fatto che l’essere umano non ha compreso CHI E’ e COSA E’. Pertanto non può aver compreso come rapportarsi all’ipotetica realtà e, cosa eventualmente questa sia. Ciò che però maggiormente mi sconcerta, è il fatto che pare non importargliene poi molto. Poche persone ne vanno alla ricerca, ancora meno ci capiscono qualcosa, tutte o quasi tornano in cella. La spiegazione sarà che nulla vi è da comprendere e, nella eventualità che le persone siano consapevoli del fatto che sulla Terra sono presenti delle culture aliene, la responsabilità è loro. Che si tratti di Popol Vuh, di bibbia o altro nulla cambia. Il pensiero prevalente è quello che traggo dal libro “Schiavi degli invisibili”: Oltre la sinistra barriera dei nostri limiti, oltre questo campo visivo meschino e inefficiente, intenti a dominare ogni uomo dalla culla alla tomba, a depredarci spietatamente come parassiti, stanno i nostri padroni maligni e onnipotenti: gli esseri che sono i veri signori della Terra! Parole sinistre, dure inappellabili, che esprimono quello che nel corso dei secoli è stato il pensiero prevalente, anche se questo è un romanzo. Noi umani siamo schiavi di questi dei, demoni, angeli o alieni che siano! Traggo dalle affermazioni di quel grande che fu Charles Fort: <Siamo già stati conquistati e sono i nostri sconosciuti padroni>.

Poi arrivò Corrado Malanga, ci disse che eravamo parassitati della nostra energia, che gli alieni ci rapivano per rubarci la nostra anima. Poi arrivò David Icke con il suo complottismo, le stirpi rettiliane etc. ma poi iniziò a parlare di forze occulte ed ora ci parla dell’imbroglio della realtà e dell’inganno della percezione sensoriale. Ferma restando la mia simpatia per Icke e Malanga, che considero ricercatori indipendenti e comunque pionieri di una certa epoca e, fermo restando il fatto che io non escludo a priori che l’essere umano possa essere strumentalizzato da eventuali esseri superiori; ritengo che sia opportuno rivedere il sistema di lettura di questa presunta realtà.

 Ho la sensazione che l’essere umano continua a rientrare in cella, senza averne dovere o imposizione, in quanto non conosce se stesso e quindi cammina con un velo davanti agli occhi. Non siamo nella posizione di scegliere l’uscita dal carcere! Chi in precedenza ha manipolato le menti umane, ha fatto sì che tutte le informazioni, tutte le credenze, tutti i condizionamenti, invitassero a rientrare in cella. Sei peccatore, tu tuo padre e tuo nonno! Devi pagare il peccato e il debito! Ci siamo noi a badare ai tuoi interessi! Come osi pensare in questo modo? Se fosse così te lo avremmo detto noi, torna in cella!

Ebbene, io affermo che quella cella non esiste, esattamente come non esistono i colori nella realtà creduta, ed esattamente come noi non vediamo affatto! La cella esiste unicamente nel sogno virtuale! Tu uomo/ologramma hai creduto, oppure è stato necessario credere; ma per poi uscire dalla cella, non per restarci! Occorre andare oltre, oltre l’apparenza, oltre il velo! Proviamo a pensare un attimo ad una ipotetica situazione del genere: Sei schiavo nella misura in cui accetti di esserlo. Sei libero nella misura in cui hai deciso di esserlo. Il punto centrale è la tua consapevolezza. Tu sei oltre il presunto reale, oltre il virtuale, oltre il velo! Quando in questo illusorio videogioco avrai superato il livello della prigionia, potrai accedere al livello della presunta libertà. Per avere la libertà vera, probabilmente occorre uscire dal gioco, o quantomeno conoscerlo meglio! A livello ipotetico si potrebbe iniziare a definire i vari livelli del gioco; ma occorre prima comprendere che di gioco si tratta, seppure estremamente serio. In questa direzione stanno andando i ricercatori. Non posso pensare che Icke non sappia che la realtà non ci ha assolutamente ingannati! Così come non ci ha ingannati la percezione sensoriale della realtà! Siamo noi umani che abbiamo fatto nostro il pensiero in base al quale la realtà ci inganna. Quando avremo imparato a leggerla, scopriremo che noi umani ci siamo auto ingannati credendo in cose assolutamente fuori posto. Scopriremo che il problema alieno è completamente da rivedere e forse, noi umani non siamo così tanto vittime. Abbiamo delle responsabilità che non vogliamo assumerci e affrontare; ma soprattutto: quanto è spesso il velo di maya?

FONTE: http://presenze-aliene.blogspot.it/

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