Intervista a Umberto Visani

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Ciao Umberto e grazie di aver accettato quest’intervista.

Hai da poco pubblicato un volume dedicato alla Luna e ai viaggi che sono stati fatti su di essa ormai decenni fa e vorrei parlare con te di questo facendoti una breve intervista, ma prima, parliamo un po’ dell’autore.

D: Chi è Umberto Visani?

R: Il mio primo interesse verso argomenti “misteriosi” è stato a soli sei anni verso la criptozoologia, lo studio di animali non ancora ritenuti esistenti dalla scienza ufficiale: mostro di Loch Ness, Yeti, Big Foot, Ogopogo… da lì ho iniziato ad ampliare gli interessi verso l’archeologia e poi l’ufologia, continuando gli studi prima con il liceo classico e poi con Giurisprudenza. Dal 2009 ho iniziato a scrivere articoli per riviste del settore, italiane e straniere, iniziando nel 2011 la collaborazione con Mistero su Italia 1 per alcune interviste su queste tematiche. Poi ho scritto il mio primo saggio, Mondo Alieno, e successivamente il mio primo romanzo, Ubique.

D: Come ti sei avvicinato allo studio del fenomeno UFO?

R: La passione è nata negli anni ’90 con la trasmissione “Misteri” di RaiTre, da lì ho iniziato a leggere riviste, libri, in particolare quelli del dottor Roberto Pinotti che ha sempre rappresentato una sorta di faro a livello ufologico, per capacità di scrittura e dedizione verso l’argomento. Per cui negli anni ho letto tantissimi libri di ufologia, interessandomi sempre di più alla materia.

D: Come ti sembra sia la situazione dello studio di questo tipo di fenomeni in Italia?

R: Lo studio viene effettuato in maniera ottima, sia da enti come il Centro Ufologico Nazionale sia da privati studiosi. Il problema è che il fenomeno pare abbastanza fermo, continuano sì gli avvistamenti ma non vi sono più stati casi così eclatanti tali da mantenere alto l’interesse anche nei non addetti ai lavori. Negli anni Novanta il clamore suscitato da eventi quali la presunta autopsia dell’alieno di Roswell (poi rivelatasi un falso) non è più stato raggiunto, nel senso che si è parlato per anni di alcuni casi ma poi la vena si è come esaurita e l’interesse generale è sceso moltissimo, al punto che risulta ormai estremamente difficile scrivere un saggio ufologico di stampo classico, fatto di avvistamenti, di raccolta minuziosa di prove e testimonianze fondate. Lo si può scrivere, certo, però poi nessuno te lo pubblica per il timore, abbastanza fondato, che un testo di quel tipo non venda.

D: Ora raccontaci della tua pubblicazione Umberto, come è nata e che cosa ci racconta?

R: Il mio saggio “Mai stati sulla Luna?” analizza le missioni Apollo, con particolare attenzione alle fotografie e a tutti quegli aspetti che danno adito a dubbi in merito al fatto che quelle foto possano essere realmente state scattate sulla luna. Ho ricercato i pareri di professori di matematica, di esperti e periti fotografici, i quali in maniera concorde hanno mostrato tutta una serie di elementi che portano a ritenere come certe fotografie non sono state scattate sul nostro satellite. E lo fanno adducendo elaborazioni matematiche e prove fondate sulla scienza, risultando pertanto difficilmente contrastabili. Il che non implica, necessariamente, che non si sia stati sulla Luna, semplicemente il materiale fotografico non è coerente, per cui quelle foto non sono state scattate sul suolo lunare ma in un set sulla terra.

D: Il tuo libro: ‘Mai Stati sulla Luna?’ ci pone dei quesiti sulle missioni spaziali dirette verso il nostro satellite. Come mai ti sei posto questo dubbio?

R: Il dubbio era già stato posto negli anni Settanta da Bill Kaysing, un ex dipendente della Rocketdyne Research, la ditta che forniva i motori alla Nasa. Kaysing aveva mostrato molteplici incongruenze, cadendo però in errore su certi aspetti, così come altri autori venuti dopo di lui che a volta hanno mostrato come anomale delle fotografie che non presentavano alcuna anomalia. Così facendo, però, hanno prestato facilmente il fianco alla Nasa e a coloro che difendono la Nasa per partito preso. Di conseguenza si sono resi poco credibili da soli, proprio perché non tutto il loro impianto probatorio risultava perfettamente solido. Ragion per cui ho ritenuto che occorresse esaminare sia i punti a favore delle loro tesi, sia le controposizioni della Nasa, cercando di capire dove stesse la verità e quale fosse il quadro che emergeva da tutto ciò. E ne è emerso, come ho analizzato nel mio libro, che esistono numerosi aspetti che non tornano, fotografie piene di incongruenze soprattutto per quanto concerne dettagli quali la distanza di montagne sullo sfondo che precisi calcoli di parallasse come quelli effettuati dal professor Rourke della Warwick University di Coventry hanno dimostrato che le montagne in questione sono a 300 metri di distanza e non a chilometri di distanza come dovrebbero trovarsi quei monti se davvero le fotografie fossero state scattate sulla Luna anziché su un set che imitasse la conformazione geografica della Luna.

D: Ti stai occupando di altre ricerche e di altri studi che prospettino una nuova pubblicazione? Puoi darci qualche anticipazione?

R: Al momento sto scrivendo un nuovo romanzo a tema psicologico-psichiatrico ma non so ancora quando vedrà la pubblicazione. È in cantiere un altro saggio sui misteri dell’Umbria, e anche un altro saggio su creature misteriose, è tutto in fieri…

Grazie mille Umberto per la tua disponibilità e a presto!

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