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La Lapide Aelia Laelia Crispis: Vita di Elizabeth Cristina Lucia, indaghiamo l’impossibile

di Paolo Bendedei – Quinta parte

Arca di san Domenico (di Guzman) Bologna
Arca di san Domenico (di Guzman) Bologna

La massa di dati ricavati durante le indagini olistiche su vita di Elizabeth Cristina Lucia, permette di valutare due possibili percorsi investigativi: un percorso strettamente analitico e quasi accademico, con matrice operativa analoga alla Criminologia, indubbiamente fornisce buoni risultati, attendibili, in alcuni contesti con esiti dimostrabili e inossidabili.
Un secondo percorso, di natura interdisciplinare, olistica, compatibile con la Teoria della Complessità, apre orizzonti interpretativi estesi, come abbiamo constatato complessivamente nel quarto capitolo della serie dedicata alla lapide Aelia Laelia Crispis.
E’ possibile utilizzare entrambi i percorsi investigativi, essendo metodi integrativi e non conflittuali; eppure tutto questo può rivelarsi insufficiente, indubbiamente valido, indubbiamente adeguato ad affrontare una Damnatio Memoriae fortemente consolidata nella storia e nel Velo di Maya, eppure insufficiente – per questo motivo è necessario indagare oltre, senza cadere nei tranelli di bassa lega che, inutile ripetersi, imperano nel Regno dell’Illusione.

Lo studio accurato di P.D.Ouspensky “Tertium Organum” (1), “Una chiave per gli enigmi del mondo – I fondamenti di una nuova logica al di la di quella di Aristotele e di Bacone. Un ponte tra il razionalismo dell’Occidente e il misticismo dell’Oriente”, opera fondamentale, per molti aspetti geniale – condivido molte valutazioni di questo Autore, ed in particolare con quanto esposto nel capitolo XVI; questa introduzione ne rappresenta la sintesi:
pag.167, “L’aspetto fenomenico e quello noumenico dell’uomo” – “Che cosa sia l’uomo noi lo sappiamo soltanto in maniera imperfetta; le idee che ci siamo fatte al riguardo sono di un’estrema fallacia e danno facilmente adito a nuove illusioni. Prima di tutto, noi propendiamo a giudicare un uomo come una unità sicura, e a considerare le varie parti e funzioni dell’uomo come legate insieme e dipendenti l’una dall’altra. Inoltre nell’apparato fisico, nell’uomo visibile, scorgiamo la causa di tutti i suoi requisiti e di tutte le sue azioni. A dire il vero, l’uomo è qualcosa di molto complicato, complicato in diversi sensi della parola.
Molti aspetti della vita di un uomo non sono affatto legati insieme tra di loro, ovvero sono legati soltanto per il fatto che appartengono a un uomo; ma la vita dell’uomo procede contemporaneamente su piani diversi, per così dire, mentre i fenomeni attinenti a un unico piano soltanto qualche volta e in parte entrano in contatto con quelli di un piano diverso, e può darsi che non si tocchino affatto.
I rapporti poi tra lo stesso uomo e i vari aspetti di se stesso, nonché tra lui e altri uomini, sono del tutto dissimili.”

Noi umani, purchè liberi pensatori, siamo quindi portatori di possibilità metafisiche molto vaste ed inesplorate: utilizziamo queste facoltà!

Trattazione storica oltre i confini

E’ nostro impegno entrare nel merito della trattazione storica del territorio ferrarese, in quanto consapevoli di vicende antiche sottoposte a rigorose e molteplici Damnatio Memoriae, quindi consapevoli di una sfida che assume i contorni di una incursione marziale in territori oscuri ed insidiosi.
Damnatio Memoriae, quindi cancellazione della memoria: come indagare?
I nostri primi quattro capitoli hanno aperto una strada, confermando l’esistenza di Elizabeth Cristina Lucia; ora è necessario indagare seguendo tracce e indizi di altra natura, utilizzando, a pieno titolo, ogni possibilità metafisica non conflittuale con il “buon senso” e con l’intuito dell’investigatore criminologo.

Indagare in questi labirinti storici comporta sempre inevitabili difficoltà, e quando la vera storia occultata è strategicamente forte, le difficoltà incontrate nelle indagini sono direttamente proporzionali alle energie in atto; abbiamo pur sempre, dalla nostra parte, una dose imponente di elementi storici ignoti che consentono una Contestualizzazione attendibile, anche se di primo impatto … complicata.
E’ evidente che queste indagini, accurate, comportano una forte Contestualizzazione, a prescindere da collocazioni cronologiche di ogni evento preso in esame: focalizzare il pensiero archeologico e formulare ipotesi ucroniche, seguire una strada, un tracciato, quindi osservare i fatti storici diretti ed indiretti e raccogliere elementi a supporto di una teoria.

Giunti a queste considerazioni, è necessario assumere un atteggiamento operativo di costante riflessione sul metodo dell’indagine storica; se, come intuitivamente approviamo, la storia si fa con i documenti, dobbiamo ricercare e ripensare la natura stessa di questi documenti.
A questo proposito proponiamo lo studio di Henri-Irénéé Marrou, “La conoscenza storica” (2):
“Frutto di una riflessione sistematica sulla storia e il mestiere di storico, condotta a ridosso di una attività di ricerca intensa e di grande livello, questo volume di Marrou, pubblicato nel 1954, resta ancor’oggi un testo di riferimento di prim’ordine.
L’essenzialità e l’equilibrio con cui vengono presentate le posizioni dell’autore sono infatti tali che il libro mantiene la sua piena validità, al di là degli sviluppi della critica storica e della prassi storiografica negli ultimi trent’anni. Continuando ad essere una limpida introduzione allo studio della storia, al tempo stesso indagine acuta sui limiti e le possibilità della storia e discussione rigorosa della metodologia della ricerca storica.”

Angelo reggi-candelabro - Nicolò Pisano
Angelo reggi-candelabro – Nicolò Pisano

Opera rigorosa, acuta, cristallina, nel capitolo terzo “La storia si fa con i documenti”, pag.74: “Ogni fonte di informazione da cui lo storico sappia dedurre qualche elemento per la conoscenza del passato umano, considerato in funzione della domanda che gli è stata rivolta, può considerarsi un documento. Naturalmente è impossibile definire i limiti di questa nozione che si allarga progressivamente fino ad abbracciare testi, monumenti e osservazioni di ogni genere.”

E’ pur vero che esiste il concreto rischio di svolgere indagini utilizzando documenti manipolati, quindi falsi o parzialmente falsi; è pertanto necessario gestire una Ricerca seguendo metodi di indagine fondati e finalizzati su vari elementi, i quali richiedono conoscenze estese, verifiche di attendibilità e contestualizzazioni.
Durante lo sviluppo delle varie Ricerche, è frequente il verificarsi di situazioni in cui alcuni elementi, che costituiscono documento di supporto ad una teoria, in seguito ad analisi rigorose, assumano connotazioni tali da smentire o deviare il corso della teoria di partenza; queste situazioni, frequenti, richiedono una ininterrotta capacità di reazione e di rifasamento del pensiero guida.
Tutto questo non deve spaventare il ricercatore in quanto le indagini hanno lo scopo primario di richiedere affinamento del pensiero, potenziamento delle capacità percettive, ininterrotta adattabilità e imparzialità alla realtà dei fatti oggettivi emersi.

Sono consapevole dei limiti imposti dalla cultura occidentale su argomenti storici che sconfinano nei territori della filosofia Akashica, dei limiti e pregiudizi etnologici e concettuali su Realtà da noi umani considerate di confine, eppure, trattando della storia di Bologna, la presenza in città di Domenico di Guzmàn è confortante, oltre a costituire sottile ed ingegnosa rampa di lancio per la mente.

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Arca di san Domenico – Bologna

Domenico di Guzmàn

La vita di Domenico di Guzmàn, monaco nato nel 1170 circa a Calaruega, un villaggio montano nella Castiglia, Spagna, fondatore dell’Ordine dei Frati Predicatori, ebbe termine a Bologna, il 6 agosto 1221, a 1444 anni dalla nascita di Elizabeth Cristina Lucia; giorno e mese del decesso coincidono con giorno-mese di nascita di Elizabeth, inoltre per Domenico la somma teosofica della data di decesso è 666, equivalente alla somma teosofica della data di nascita di Elizabeth – questa coincidenza è sospetta e non è azzardato ipotizzare un messaggio: 6 agosto 222 a.C. nascita di Elizabeth e 6 agosto 1221 d.C. decesso di Domenico – iniziamo a comporre gli indizi. (3)

Analizziamo la numerologia postuma:
Domenico di Guzmàn fu canonizzato da Gregorio IX il 3 luglio 1234 e la sua arca marmorea fu completata in data 5 giugno 1267, nel medesimo giorno il corpo di Domenico venne traslato in essa. (4)
La natura di una Ricerca richiede teorie fondate su indizi; necessariamente queste teorie richiedono supporto documentale, come sappiamo e come evidenziato da H.I.Marrou – ora proponiamo questa teoria:
il decesso di Domenico non avvenne il 6 agosto 1221, questa data è esplicitamente un messaggio, rivolto in primo luogo alla Storia ed al legame esistente fra Bologna ed il corpo e la memoria di Elizabeth Cristina Lucia;

Obelisco del Bernini - Piazza della Minerva - Roma
Obelisco del Bernini – Piazza della Minerva – Roma

Domenico muore “fisicamente”, quindi effettivamente, il giorno 5 giugno, e verrà canonizzato il giorno 3 luglio, esattamente a 28 giorni dal decesso.
Non siamo in grado di affermare, pur nell’ambito di una teoria, se il decesso effettivo di Domenico avvenne nel medesimo anno di canonizzazione, il 1234, o due mesi prima della data ufficiale del decesso, il 1221, come non siamo in grado di stabilire se il ruolo di Domenico sia riferibile ad una sola persona o a due persone.

Il messaggio del 6 agosto 1221 in riferimento alla nascita di una Donna (Elizabeth), la canonizzazione, probabilmente immediata, a 28 giorni di distanza dal decesso fisico, oltre ad una serie di importanti indizi, non ultime le vicende artistiche dell’Arca che contiene il corpo di Domenico, ed anche la corrispondenza del giorno, mese, anno del completamento dell’arca, ovvero 5 giugno 1267, distante 33 anni dalla canonizzazione, avvenuta nel 1234 (33 sono gli anni in cui visse Elizabeth); ebbene questi elementi, se valutati sotto una lente cabalistica, quindi in osservanza ad un linguaggio simbolico-esoterico, dimostrano, o meglio, dato che siamo pur sempre nel campo delle ipotesi, dimostrerebbero la natura femminile del soggetto, quindi nell’ambito della nostra teoria, Domenico di Guzman era Donna, e la sua morte rappresenterebbe la negazione della Vita di Elizabeth.
Un chiaro messaggio di morte simbolica, riferita alla “vita” del corpo e dell’Arca di Elizabeth.
Se adottiamo la teoria di due persone nelle vesti di Domenico, come abbiamo ipotizzato sopra, riteniamo probabile ipotizzare una prima figura maschile, deceduta nel 1221, ed una seconda femminile, deceduta nel 1234, o entrambe femminili.

Un messaggio di questa rilevanza, in riferimento ad Elizabeth, Donna di eccezionale valenza storica, non poteva incontrare supporto-riscontro nella vita e con la vita di un uomo, per quanto importante o abile nella sua opera; un

Da Brera alle piramidi
Xilografia – Hypnerotomachia Poliphili

Rito di questa portata, in quanto sigillo magico, deve ripercorrere numericamente un tracciato, e in questo ambito non è possibile, nella Realtà Cabalistica, contrastare la vita di una donna utilizzando la morte di un uomo.
Questo linguaggio esoterico trova piena conferma nell’impegno profuso, nel corso dei secoli, nella realizzazione dell’arca marmorea Domenicana, ad imitazione della raffinata Arca marmorea custode del corpo di Elizabeth; inoltre, analizzando la primitiva arca Domenicana di Nicolò Pisano, notiamo quattro cariatidi (donne) a supporto di essa (5) e la procedura di elevatio, come altri elementi del linguaggio espressivo di questa straordinaria opera, per similitudine linguistica e stilistica, inducono ad ipotizzare i tratti fondamentali dell’Arca di Elizabeth.
La ricostruzione del linguaggio espressivo dell’Arca di Elizabeth richiede ulteriori elementi stilistici evocativi, riconducibili ad alcuni elementi presenti nel Tempio Malatestiano di Rimini, nella Sala dei Mesi di Palazzo Schifanoia ed in Hypnerotomachia Poliphili. (6)

Oltre ai quattro elefanti con quattro obelischi, elementi di supporto dell’Arca di Elizabeth (le quattro cariatidi nell’arca Domenicana), presenti in Hypnerotomachia e nel sagrato di Santa Maria sopra Minerva a Roma, un elemento di assoluto rilievo era indubbiamente la rappresentazione di Atena-Minerva (il Padre Creatore nell’arca Domenicana), riconducibile alla Minerva tessitrice del mese di Marzo in Schifanoia ed al segno zodiacale del Cancro nel Tempio Malatestiano; la rappresentazione di Atena diviene, nel corso del linguaggio espressivo Romanico, una questione lessicale drammatica, quasi impossibile, mentre essa trova una “via di uscita” nel linguaggio tardo gotico Rinascimentale del XV° secolo.

Domenico nella “nostra” Commedia di Dante

Ulteriore conferma a supporto della teoria Domenico Donna è riscontrabile nella Commedia di Dante.
La nostra interpretazione della Commedia non è ortodossa e tantomeno rientra nei consueti parametri di valutazione esoterica: noi valutiamo la Commedia strutturata in due settori composti da 49 livelli, quindi, ad esclusione dell’undicesimo canto dell’inferno, i canti dell’Inferno (nr.33), sommati ai primi 16 canti del Purgatorio, quindi 49 canti, rappresentano il “lato umano” della Struttura, poi abbiamo un canto di separazione, ovvero il canto centrale del Purgatorio, corrispondente al XVII°, nella struttura corrispondente al 50° livello, poi dal canto XVIII del Purgatorio al XXXIII del Paradiso abbiamo il secondo settore della struttura, in riferimento al “lato non umano”, quindi ulteriori 49 canti, equivalenti ai livelli dal 51 al 99 della Struttura.

Dante, o chi a suo nome, pone Domenico ed i suoi genitori nel canto XII del Paradiso, corrispondente al livello 28 “non umano” della struttura; il numero 28 è un riferimento cabalistico, e non solo cabalistico, alla natura femminile.
In sintesi gli Autori Teologi della Commedia, collocano i personaggi storici “cattivi” e “penitenti” nei primi 49 livelli della Struttura Gerarchica ed i “buoni” nei livelli Gerarchici Alti della Struttura – quest’ultima interpretazione della Realtà umana è da considerare nell’ambito di una valutazione giudiziale teologica cristiana; poi l’attribuzione laica ad un possibile scrittore, che avrebbe dedicato almeno vent’anni della propria vita alla stesura dell’opera, è possibile, ma ogni nostra verifica contestualizzata smentisce la teoria Dante Alighieri autore integrale della Commedia.

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Letteratura Gotica Femminile

Senza dubbio la Commedia rappresenta una sfida alla storia occulta; le nostre Ricerche, nell’ambito della letteratura gotica, convergono unanimemente ad un’opera letteraria precedente di pochi anni la Commedia.

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Agostino di Duccio – Segno zodiacale del Cancro – Tempio Malatestiano

Quest’opera sconosciuta, cancellata dalla storia e sottoposta ad una potentissima Damnatio Memoriae, scritta da Donne, probabilmente legate alla Dinastia Tolomei, ebbe un forte impatto nella cultura gotica del suo tempo; l’opera, sequestrata immediatamente alla prima divulgazione e condannata a morte per le eccezionali rivelazioni storiche in essa contenute, era portatrice di una cultura storica, archeologica e criminologica di primo livello, il cui titolo, simile o corrispondente a “Commedia Infernale”, trattava, in maniera dissacrante ed estremamente affilata, fatti criminali riferibili allo sterminio della Cultura Italiana Femminile, quindi ai fatti di Ferrara dell’ottobre 1082 (vedi il secondo capitolo di questa serie) ed a tanti altri in cui Donne portatrici di alti livelli culturali, anche tecnologici e tecnico scientifici, subirono vessazioni di ogni tipo.
Tra l’altro in essa compariva la storia di Elizabeth Cristina Lucia e della sua città di nascita, con le vicende che segnarono la storia di questa incredibile città, unica al mondo.
L’eredità storico-archeologica di quest’opera verrà consegnata ad altri capolavori del ‘400 quali “La città delle Dame” di Christine de Pizan, (7) Hypnerotomachia Polifili, scritta da donne, ed agli affreschi del Salone dei Mesi di palazzo Schifanoia.

 

Conclusioni preliminari

la simulazione del decesso di Domenico di Guzman costituisce ulteriore elemento nell’insieme dei dati a supporto dell’Anagrafe di Elizabeth, pertanto alla luce di queste analisi, possiamo valutare ed ipotizzare elementi storici inediti ed inaspettati.
Il concetto di simulazione del decesso fisico, e conseguentemente anagrafico, può collocarsi nell’ambito dei riti di iniziazione, quindi morte iniziatica, morte mistica, morte alchemica, eppure qui, con Domenico, dobbiamo adottare altre finalità, più estese, più complesse; queste tipologie di indagini richiedono ininterrotte elaborazioni di teorie storicamente attendibili, ed il dato indubbiamente più inquietante risiede nella possibilità di individuare settori della rete karmica che presentano forti connotazioni cabalistiche, settori intenzionalmente progettati per essere virtualmente vulnerabili alle azioni occulte di matrice umana.
Condizione questa specificamente territoriale, progettata e gestita in territorio padano.

Tempio-Malatestiano

Tema di Ricerca, inserito nei nostri programmi di sviluppo e valutazione, è la corrispondenza (vedi schema sopra) Domenico-Elohim evidenziata da Autori della Commedia – ricerca con esiti quasi prevedibili, date le nostre conoscenze in materia “Elohim” e programma fallito di sottomissione del pianeta Terra; il punto da chiarire è l’azione, nel contesto sociale umano, attribuibile agli Elohim donna.
Se uno o più Elohim donna ha agito personalmente a Bologna, tra il 1221 e il 1234, significa che il valore riscontrabile nel corpo e nell’arca di Elizabeth Cristina Lucia raggiunse livelli energetici tali da costituire un catalizzatore, o ponte metafisico, tra la Realtà Umana, quindi Matrice-Velo di Maya, e Realtà Ultraumane a Matrice Cosmica – per questo motivo divenne necessario eliminare il corpo e l’arca di Elizabeth da Bologna.
E possibile che l’arca Domenicana contenga il corpo della donna Elohim, e questa ipotesi verosimile, trova conferma nella nostra teoria che vuole la Casta delle Guardiane Marziali, cui apparteneva Elizabeth, tutt’ora presenti ed attive nel Regno Sotterraneo.

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Tempio Malatestiano – Ricostruzione UNIFE

NOTE

(1) – P.D.Ouspensky, TERTIUM ORGANUM – Casa Editrice Astrolabio, 1983

(2) – Henri-Irénéé Marrou, LA CONOSCENZA STORICA – Edizioni Il Mulino, 1988

(3) – http://www.treccani.it/enciclopedia/domenico-di-guzman-san_%28Enciclopedia_dei_ragazzi%29/
https://it.wikipedia.org/wiki/Domenico_di_Guzm%C3%A1n
http://www.santiebeati.it/dettaglio/23950
http://editrice.cittanuova.it/cerca/?testoricerca=martinez&idContenuto=
http://www.rmoa.unina.it/2138/1/379-1403-2-PB.pdf

(4) – http://www.arcadominici.org/
https://it.wikipedia.org/wiki/Arca_di_san_Domenico
https://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Saint_Dominic%27s_ark_%28Bologna%29?uselang=it
http://www.medioevo.org/artemedievale/Pages/EmiliaRomagna/SanDomenicoaBologna.html
http://arengario.net/momenti/momenti31.html
http://www.treccani.it/enciclopedia/nicola-pisano/
http://www.treccani.it/enciclopedia/niccolo-dell-arca_%28Dizionario_Biografico%29/

(5) – STUDI E TESTI «Il Santo», XLVIII (2008), pp. 179-200 – MICHELE TOMASI “IL MODELLO ANTONIANO: TOMBE DI SANTI SU COLONNE O SU CARIATIDI IN AREA VENETA NEL TRECENTO”
http://www.rm.unina.it/biblioteca/scaffale/Download/Autori_T/RM-Tomasi-Tombe.pdf
http://www.viella.it/libro/9788883347252

(6) – https://it.wikipedia.org/wiki/Tempio_Malatestiano
http://www.rimini-it.it/malatesta/tempio-malatesta-rimini.htm
http://architetturaquattrocentocinquecento.blogspot.it/2012/02/tempio-malatestiano-di-rimini-dal-1450.html
http://www.duepassinelmistero.com/Tempio%20Malatestiano%282%29.htm
http://www.unife.it/centri/diaprem/archivio-progetti/tempio_malatestiano/tempio_malatestiano
https://it.wikipedia.org/wiki/Agostino_di_Duccio
http://www.treccani.it/enciclopedia/agostino-di-duccio/
http://arengario.net/momenti/momenti45.html
http://arengario.net/stam2004/sett041107.html

http://www.artecultura.fe.it/378/il-salone-dei-mesi
http://www.engramma.it/eOS2/index.php?id_articolo=1245
https://it.wikipedia.org/wiki/Salone_dei_Mesi
http://www.luoghimisteriosi.it/emilia_ferraraschifanoia.html
http://www.elisabettagulino.it/musei-e-monumenti/ferrara/palazzo-schifanoia-il-salone-dei-mesi-la-collezione-riminaldi.html
http://www.frammentiarte.it/2016/02/02/0-ciclo-schifanoia/
http://www.roberto-crosio.net/1_ARIOSTO/41-schiafanoia.htm

http://roma.andreapollett.com/S1/roma-c1i.htm
https://it.wikipedia.org/wiki/Obelisco_della_Minerva
https://www.senato.it/3182?newsletter_item=1429&newsletter_numero=135
http://engrammi.blogspot.it/2012/02/lelefante-annone-e-il-pulcino-della.html
http://www.adelphi.it/libro/9788845914249
http://marciana.venezia.sbn.it/mostre-virtuali/aldo-manuzio-dieci-intermezzi-tipografici/hypnerotomachia-poliphili-venezia-aldo
https://it.wikipedia.org/wiki/Hypnerotomachia_Poliphili
http://mitpress2.mit.edu/e-books/HP/hyp000.htm
http://www.bta.it/riv/libr/Polifilo/index.html
http://www.bta.it/txt/a0/07/bta00770.html
https://archive.org/details/hypnerotomachiap00colo
http://www.liberliber.it/mediateca/libri/c/colonna/hypnerotomachia_poliphili_etc/pdf/hypner_p.pdf
http://www.ermannoarslan.eu/Contributi/1999-EAA-FrancescoColonna-Poliphilo.pdf

(7) – https://it.wikipedia.org/wiki/Christine_de_Pizan
http://marciana.venezia.sbn.it/lomaggio-christine-de-pizan-dalla-sua-citt%C3%A0-natale?codice=371
http://www3.unisi.it/ricerca/prog/fil-med-online/autori/htm/christine_pizan.htm
http://www.ub.edu/duoda/diferencia/html/it/primario11.html
http://www.carocci.it/index.php?searchword=la+citta+delle+dame&ordering=&searchphrase=all&Itemid=69&option=com_search

FONTE: Metamorfosi Aliene

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