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La Lapide di Aelia Laelia Crispis

lapideDi Paolo Bendedei

Fonte testo sottostante: Musei di Bologna

La lapide Aelia Laelia Crispis è esemplare di una cultura ermetica ed emblematica, variamente congiunta alla componente ludica, in voga negli ambienti colti bolognesi del Cinquecento.
La “pietra di Bologna” ebbe in passato uno straordinario successo fra studiosi e viaggiatori italiani e stranieri; vi fu anche chi giunse a dire che essa sarebbe bastata da sola a dare fama alla città. Vari autori si affannarono a dare spiegazioni improbabili dell'”enigma”, astruse o ingenue, mentre il nome di Aelia trovava posto in dizionari enciclopedici settecenteschi.
Il Romanticismo provocò un nuovo risveglio di interesse per l’iscrizione e la sua entrata nella letteratura europea (Walter Scott, Gérard de Nerval).
La pietra scampò fortunosamente ai bombardamenti del 1943.

….. La lapide, scolpita nel secolo XVI per volontà del Gran Maestro dei Cavalieri Gaudenti Achille Volta, era collocata nel complesso di Casaralta, luogo di delizie e priorato dell’ordine stesso.
Divenuta col tempo illeggibile, venne fatta ricopiare nel secolo successivo dall’omonimo nipote di Volta.

Fortunosamente scampata ad un bombardamento aereo che nel corso dell’ultimo conflitto distrusse il complesso di Casaralta, la lapide è attualmente esposta nel Lapidario del Museo Civico Medievale di Bologna.
L’enigma in lingua latina, che si inserisce nel clima di sottile intellettualismo, esclusivo e perfino esoterico, che caratterizzava buona parte della cultura letteraria manierista, ha per secoli sollecitato congetture e ipotesi interpretative da parte di illustri studiosi e letterati.

Seguendo una sorta di rito, raramente i viaggiatori colti si esimevano dal programmare una visita a quel misterioso, attraente testo inciso nella pietra, che secondo il letterato secentesco Emanuele Tesauro, “sarebbe bastata da sola alla fama di Bologna”.

Le più disparate soluzioni, frutto di appassionati ragionamenti di pensatori, eruditi, storici, intellettuali, cultori di esoterismo e alchimia, si intrecciavano in complesse e a volte stravaganti soluzioni.

Perfino alcuni scrittori, in particolare Walter Scott e Gérard de Nerval, affascinati da questa famosa lapide, non mancarono di citarla nei loro romanzi e racconti. Alcuni affermano che interpretando il testo si possa arrivare al compimento dell’opera, cioè alla pietra filosofale; altri, di rimando, lo giudicano il frutto di un raffinato gioco, in definitiva uno scherzo intellettualistico; altri ancora, appassionati cultori di enigmistica, propongono fantasiose ipotesi.

A questo stuolo si aggiungono gli scettici che, ritenendo senza nesso logico le parole, pensano che si tratti di un puro virtuosismo verbale fine a se stesso.
Ma nonostante la pletora delle ricerche e delle congetture, l’enigma rimane tuttora insoluto.

 

D M
Aelia Laelia Crispis
Nec vir nec mulier nec androgyna
Nec puella nec iuvenis nec anus
Nec casta nec meretrix nec pudica
sed omnia
sublata neque fame neque ferro neque ueneno
Sed omnibus
Nec coelo nec aquis nec terris
Sed ubique iacet
Lucius Agatho Priscius
Nec maritus nec amator nec necessarius
Neque moerens neque gaudens neque flens
Hanc nec molem nec pyramidem nec sepulchrum
Sed omnia
Scit et nescit cui posuerit

Le prime notizie della pietra risalgono alla seconda metà del cinquecento ma la versione in cui oggi possiamo guardarla nel ricostruito Museo Civico Medievale di Bologna, è un rifacimento del XVII secolo. Come già detto, non sappiamo con esattezza quante trasformazioni abbia subito il testo nelle sue trascrizioni ma la traccia lapidea, essenzialmente, è quella che ora vediamo.

Da: http://www.aelialaeliacrispis.com/

La Lapide di Aelia Laelia Crispis

La Lapide di Aelia Laelia Crispis è una “falsa” iscrizione funeraria romana, dedicata da un certo Lucio Agatho Prisco ad una certa Aelia Laelia Crispis.
Aelia non è né uomo né donna, né androgino, né fanciulla, né giovane, né vecchia, né casta, né meretrice, né pudica ma tutte queste cose insieme.
Il sepolcro che la contiene non è un vero sepolcro perché non vi è un cadavere, il cadavere non è contenuto in un sepolcro ma è il cadavere ad essere il sepolcro di se stesso.
La “Lapide”, a volte nota anche come la Pietra di Bologna, ha avuto una grande fortuna attraverso i secoli. Gli studenti, che da tutte le parti del mondo venivano a Bologna a studiare, trasportavano in tutta Europa l’atmosfera alchemica che emanava.
Copie della Lapide esistono a Padova, a Chantilly, nel castello dei Principi di Condé e nel museo di Beauvais, nell’Oise in Francia. C’era chi veniva a Bologna solo per vederla e, secondo un letterato del Seicento, sarebbe bastata da sola alla fama di Bologna.
Si dice che contenga il ‘Segreto della Vita’. ….. Prescindendo dal significato recondito, una traduzione letterale è la seguente:

 

Agli Dei Mani
Aelia Laelia Crispis
né uomo né donna né ermafrodita
né fanciulla, né giovane, né vecchia
né casta, né meretrice, né pudica
ma tutto ciò
uccisa
non dalla fame, non dal ferro, non dal veleno
ma da tutto ciò
non in cielo, non in acqua, non in terra
ma ovunque giace
Lucius Agatho Priscius
né marito, né amante, né parente
non triste, né allegro, né piangente
questo
non mausoleo, né piramide, né sepolcro
ma tutto ciò
sa e non sa a chi è dedicato
questo è un sepolcro che non ha un cadavere
questo è un cadavere che non ha un sepolcro
ma lo stesso cadavere è sepolcro a se stesso.

 

Chi potrà mai essere Aelia Laelia Crispis?

Il testo è evidentemente di matrice alchemica.
La nostra esperienza acquisita recentemente nelle traduzioni di frasi analoghe riportate in Hypnerotomachia Poliphili, unitamente ad una lettura in chiave retroarcheologica, ha reso possibile ottenere i seguenti risultati.

Il testo della lapide presenta due nomi di persona: AELIA LAELIA CRISPIS e LUCIUS AGATHO PRISCIUS, entrambi composti da tre gruppi di lettere.
Operiamo tramite associazione alfabetico-matematica su questi sei gruppi di lettere.
Alfabeto utilizzato: A B C D E F G H I L M N O P Q R S T U V Z
Il primo gruppo del primo nome, AELIA, ha, quale prima lettera, la prima lettera del nostro alfabeto; consideriamo questo inserimento una forzatura quindi togliamo da AELIA la prima “A” e la collochiamo in ultima posizione, in attesa di un suo utilizzo.
In seguito a questa prima operazione otteniamo ELIA LAELIA CRISPIS e LUCIUS AGATHO PRISCIUS + A
Dunque essendo i due nomi di persona composti entrambi da tre gruppi di lettere, utilizziamo il numero tre e scomponiamo i sei gruppi seguendo questo metodo:

ELI – A LAE – LIA CRI – SPI – S LUC – IUS AGA – THO PRI – SCI – US A

in termini numerici: 3 1 3 3 3 3 1 3 3 3 3 3 3 2 … 1

Ad una prima analisi notiamo la presenza del numero 2 estraneo al contesto in esame, quindi le ultime 2 lettere “US” di PRISCIUS le eliminiamo. Queste due lettere richiedono sostituzione.
Ora osserviamo il primo gruppo composto da quattro lettere: ELI-A, in termini numerici immediati equivalente a 3-1.
3 – 1 significa questo: i nomi di persona nascosti nel testo della lapide sono due, il primo composto da tre nomi, il secondo composto da nome unico.
A questo punto, e’ evidente il ruolo dei due numeri 1 e 3: se osserviamo nuovamente i due nomi da cui siamo partiti, comprensivi delle operazioni fin qui applicate, abbiamo

ELI – A LAE – LIA CRI – SPI – S

LUC – IUS AGA – THO PRI – SCI ….. A

In breve il primo nome ricercato, composto da tre nomi, è estraibile dalle prime tre lettere dei gruppi 1 e 3 del primo nome di partenza, e dalla prima terna di lettere del gruppo 1 del secondo nome di partenza: ELI CRI LUC
Mentre il secondo nome di persona oggetto delle nostre indagini, essendo composto da un solo nome, avrà quali iniziali le prime tre lettere del terzo gruppo del secondo nome di partenza, ovvero PRI.

Per quanto riguarda la prima persona indagata, abbiamo la certezza che si tratta di donna, in quanto la lapide presenta nove attributi (Uomo, Donna, Ermafrodita, Fanciulla, Giovane, Vecchia, Casta, Meretrice, Pudica) di cui sei chiaramente femminili, due neutri (ermafrodita e giovane) ed uno, uomo, maschile. Il termine “uccisa”, presente nella lapide, rafforza la natura femminile del soggetto.

Siamo quindi alla ricerca di una donna il cui nome è composto da tre nomi, di cui le prime tre lettere sono ELI… CRI… LUC…
Avanziamo una ipotesi e vincoliamo il sesto gruppo di lettere: PRI – SCI di cui possiamo ipotizzare la soluzione del secondo nome indagato; in precedenza abbiamo eliminato le ultime due lettere US dal nome di partenza PRISCIUS, ora ricerchiamo le due lettere sostitute. La prima evidentemente è la “A”, che passa in questo modo da prima lettera del primo gruppo ad ultima lettera del sesto ed ultimo gruppo: PRI – SCI – … A , la logica grammaticale suggerisce l’aggiunta della lettera L, per ottenere un ulteriore nome di donna, PRISCILA.
Operiamo come per la prima lettera e asportiamo la “L”: dal primo nome AELIA LAELIA CRISPIS abbiamo asportato “A” quale prima lettera del primo gruppo, ora, per analogia, asportiamo la prima lettera del primo gruppo del secondo nome LUCIUS AGATHO PRISCIUS

Congeliamo quindi il sesto gruppo alle prossime operazioni, abbiamo:

ELI – A LAE – LIA CRI – SPI – S

UCI – US AGA – THO

Si può nuovamente evidenziare la presenza di un gruppo di 2 lettere equivalenti alle precedenti due lettere US già eliminate, ma in questa seconda fase di azioni US è permanente. Questa coincidenza 2=US in prima e seconda fase non è casuale e indica alchemicamente la giusta strada seguita fin qui.

Manteniamo inalterate le prime tre lettere di ogni gruppo e la S, ultima di CRISPIS, e interveniamo su lettere seguenti, sempre la quarta, quinta e sesta di ogni gruppo:

A di ELIA slitta di una posizione avanzando nell’alfabeto: diviene B
LIA di LAELIA slitta di una posizione arretrando nell’alfabeto: diviene IHZ
SPI di CRISPIS slitta di una posizione avanzando nell’alfabeto: diviene TQL

US di UCIUS slitta di una posizione avanzando nell’alfabeto: diviene VT
THO di AGATHO slitta di una posizione arretrando nell’alfabeto: diviene SGN

In definitiva otteniamo: ELI – B LAE – IHZ CRI – TQL – S UCI – VT AGA – SGN

Operiamo con il vincolo di ricercare parole che completano i tre nomi di cui conosciamo le prime tre lettere ELI CRI LUC

La terna di nomi è la seguente: ELIZABETH CRISTINA LUCIA

Rimangono escluse dalla combinazione le sei lettere Q L V G S G, quindi due terne 3 3

Il secondo nome è confermabile: PRISCILA

In definitiva la lapide di Bologna, tradotta alchemicamente, riporta questa iscrizione:

 

ELIZABETH CRISTINA LUCIA
DONNA GIOVANE CASTA
UCCISA DAL VELENO
GIACE IN TERRA
PRISCILA
PARENTE PIANGENTE
A LUCIA DEDICO’
QUESTO MAUSOLEO

 

stemma
Stemma della contrada Borgo di San Giovanni – Palio di Ferrara
Contrada_della_Pantera-Stemma
Bandiera con emblema araldico della contrada della Pantera – Palio di Siena

Chi era Elizabeth Cristina Lucia?
Le indagini condotte in questa direzione non sono ordinarie e manifestano immediatamente uno stretto legame con le politiche dei Programmatori; di fatto indagare storicamente su Elizabeth significa entrare in conflitto di interessi con la Matrice.

Procedere in questa direzione impone una piena consapevolezza delle leggi Karmiche in quanto i rischi che ne conseguono, nel caso di indagini condotte con leggerezza e semplicità di metodo, sono necessariamente di competenza altrui.

Allo stato attuale delle indagini, sappiamo che Elizabeth Cristina Lucia, aristocratica di antica stirpe egizia, nacque a Ferrara in uno splendido tempio pagano, il 6 agosto 222 a.C.
Portatrice di una Potente Anima marziale, di natura nordica e felina, morì “uccisa dal veleno” all’età di 33 anni e fu sepolta a Bologna.
La sua politica suscitò profonda ammirazione presso le genti padane, al punto da minare l’esistenza stessa della Matrice.
Questa vicenda è giunta ai nostri giorni ed è conosciuta, grazie al Palio di Ferrara e alla contrada di San Giovanni, come “impresa Lince bendata” e nel Palio di Siena, con i medesimi colori blu-rosso, con il simbolo felino della Pantera.

 

21-S-Giovanni-Piero-di-Cosimo
San Giovanni Evangelista – Piero di Cosimo, 1490-1495 circa, olio su tavola, 83×59 cm, Honolulu, Academy of Fine Arts

 

Continua

Alcuni testi suggeriti:

James Hillman, La vana fuga dagli dei, casa editrice Adelphi
James Hillman, Saggio su Pan, casa editrice Adelphi
P.D.Ouspensky, Tertium Organum, casa editrice Astrolabio
P.D.Ouspensky, Frammenti di un insegnamento sconosciuto, casa editrice Astrolabio
Julius Evola, Il mistero del Graal, Edizioni Mediterranee
Donald Tyson, Magia Enochiana, Edizioni Mediterranee
Kenneth Grant, I culti dell’ombra, casa editrice Astrolabio
Kenneth Grant, Il risveglio della magia, casa editrice Astrolabio
Eric Berne, Intuizione e stati dell’io, casa editrice Astrolabio
J.R.R Tolkien, Il Silmarillion, Bompiani
Ovidio Capitani, Medioevo ereticale, casa editrice Il Mulino
Giovanni Lupato, SN1054 una supernova sul medioevo, casa editrice Biroma
Lawrence Gardner, Le misteriose origini dei re del graal, Newton & Compton Editori
Lawrence Gardner, Il regno dei signori degli anelli, Newton & Compton Editori
Perla Gianni Falvo, La forza dei campi morfici, casa editrice Tecniche Nuove

FONTE: Metamorfosi Aliene

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