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La nuova Russia non è la vecchia Unione Sovietica. Ma il mondo se n’è accorto?

La nuova Russia non è la vecchia Unione Sovietica. Ma il mondo se n’è accorto?

Gli assetti geopolitici mondiali in fondo non cambiano mai. Qualche nemico occasionale durante la strada del tempo si aggiunge, ma di fondo il nemico è sempre l’Unione Sovietica, anche se ormai nominalmente non esiste più da qualche decennio.
La Russia soffre sempre della sindrome da accerchiamento da parte dei Paesi di stampo marittimo, prima l’Inghilterra e poi stabilmente gli Stati Uniti il cui scopo geopolitico rimane quello di non permettere un avvicinamento dell’Heartland (sostanzialmente la Russia) al Rimland (Europa, Medioriente, zona asiatica che circonda la Russia). In particolare, che si uniscano gli interessi europei con quelli sovietici perché insieme distruggerebbero la supremazia statunitense e del loro principale alleato e predecessore nei giochi della scacchiera mondiale: la Gran Bretagna.

Ora cominciamo a dare ordine a quanto detto sopra. L’Unione Sovietica, appunto, non esiste più ma il mondo occidentale continua a ragionare come se invece esistesse ancora. Come se Putin fosse il successore di Stalin e quindi la sua politica estera fosse impregnata di quel Niet tipico dell’epoca delle spie venute dal freddo.

Non riusciamo ad uscire fuori da quel circolo vizioso per cui non è più necessario vivere con la sindrome della contrapposizione est / ovest e non riusciamo ad accettare che la Russia cerca solamente di fare i suoi interessi politici, economici e strategici in base alle considerazioni di comodo di un normale Paese sovrano e che ogni altro Paese, occidentale o no, dovrebbe serenamente accettare in base alle sue stesse convenienze.

Del resto non ci siamo scandalizzati più di tanto quando Bush e Blair ci hanno confessato che avevamo inutilmente bombardato l’Iraq e che poi da lì è nato l’Isis e tutti i problemi che tanto ci angustiano oggi. E nemmeno quando abbiamo scoperto che dietro i bombardamenti in Libia c’erano gli interessi petroliferi e geopolitici di Francia e Inghilterra o che abbiamo appoggiato la Turchia che diceva di bombardare l’Isis ma intanto gli comprava il petrolio e bombardava i Curdi.

Gli Stati Uniti sono in guerra un po’ in tutto il mondo e dovunque vanno lasciano basi militari a difesa del loro interesse vitale: la supremazia del dollaro, che deve rimanere moneta di riferimento internazionale in quanto alla base della sua sopravvivenza. Quindi ha necessità di intervenire e di controllare che la Russia (che pensa ancora essere URSS) non si allarghi e che l’Europa non capisca di potersi staccare dal giogo americano.

La politica estera un po’ attendista e titubante di Obama ha creato qualche problema e ha permesso a Putin, con soli 40 aerei e qualche elicottero, di fare un figurone a livello internazionale con il suo intervento in Siria, ma di certo gli USA rimangono ancora l’unica superpotenza mondiale, almeno fino al risveglio europeo.

La scarsa incisività di Obama ha permesso a Putin anche di elevarsi a punto di riferimento nel dopo accordo nucleare con l’Iran tra quest’ultimo e l’Arabia Saudita sulla produzione di petrolio e il rialzo del prezzo del barile. Insomma se Putin oggi rimette la Russia su un gradino più alto in buona parte è per l’inefficienza e l’insipienza del suo avversario storico.

L’Italia come sempre e come gli altri fratelli continentali si accoda agli interessi americani e, contro i suoi stessi interessi, dà le basi a chi bombarda la Libia e gli toglie i vantaggi economici con Gheddafi, segue quelli che hanno dichiarato di aver sbagliato in Iraq anche in Afghanistan e Siria e, come se non bastasse, partecipa a ricreare un clima da guerra fredda in Europa mandando soldati ai confini con la Russia nei Paesi Baltici. Risposte vecchie a scenari nuovi!

Che interesse geopolitico abbiamo a inimicarci la Russia? Anche noi pensiamo che prima o poi saremo invasi dai Russi? Che Putin = Stalin?

Mah, di sicuro se di invasione e di ingerenze soffriamo forse non sono proprio da parte russa.

E, per chiudere, nel 2013 abbiamo anche partecipato alla difesa dell’Islanda. Già proprio quell’isola tranquilla in mezzo ai ghiacci nel profondo Nord del mondo. E da chi l’abbiamo difesa? Non credo che iraniani o coreani del nord si spingeranno mai da quelle parti. Quindi? Sempre dalla Russia, immagino.

Allora l’operazione si chiamava “Cieli ghiacciati” e di seguito la nota dal sito del Ministero della Difesa “Ai “Cieli Ghiacciati” hanno preso parte assetti Eurofighter e relativo personale navigante e specialista del 4° Stormo di Grosseto, 36° Stormo di Gioia del Colle e 37° Stormo di Trapani, personale navigante del Comando Aeroporto di Aviano, controllori della Difesa Aerea del Comando Operazioni Aeree, del Gruppo Riporto e Controllo Difesa Aerea e del 21° Gruppo Radar di Poggio Ballone (Grosseto) e 22° Gruppo Radar di Licola (Napoli), personale di supporto del Comando Forze da Combattimento di Milano e del 1° Gruppo Ricezione e Smistamento, personale CIS proveniente dal 4° RTM e dal Reparto GISCC, personale amministrativo del Comando Squadra Aerea, del 15° Stormo e del Servizio Commissariato ed Amministrazione di Milano, personale medico del Centro Storiografico e Sportivo e dell´Istituto Medicina Aerospaziale di Milano, fucilieri dell´area del 9° Stormo Grazzanise e 16° Stormo Martina Franca”.

Insomma un’altra bella operazione fatta di uomini e mezzi in abbondanza che mi fa venire in mente due domande: ma all’Italia serviva un’operazione del genere? E quanto ci è costata? … visto che continuiamo a combattere con i tagli alla sanità

di Claudio Pisapia per HTM

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