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La Strega Enormissima di Bologna

Quando si parla di “luoghi delle streghe” italiani, i primi nomi che saltano alla mente sono Benevento, Triora, Villacidro.
Questa volta, però, voglio accompagnarvi tra le strade di Bologna, la città dotta, durante la seconda metà del Quattrocento. Qui, proprio nella seconda cerchia di mura di fortificazione cittadina, all’interno del torresotto di Porta Nuova, viveva uno dei più importanti notai del luogo, Alessandro Cimiero Cimieri, assieme alla propria sposa, Gentile di Nicolò Budrioli.

Gentile era una donna molto intelligente e curiosa: tali virtù la spinsero ad interessarsi non solo all’ambiente culturale custodito dall’ambiente ecclesiastico (in questo caso  fu importante l’amicizia con Fra Silvestro della chiesa di San Francesco, che divenne suo maestro nell’arte erboristica) ma anche a quello universitario. La si poteva incontrare spesso alle lezioni del professor Scipione Manfredi, insegnante di astrologia, disciplina che all’epoca era ritenuta di grande pregio.

Insomma, una donna all’avanguardia rispetto ai tempi, forse troppo emancipata: il marito non vedeva di buon occhio questa sua continua sete di istruzione tanto che cercò di impedirle, senza riuscirvi, di portare avanti gli studi.
Le conoscenze relative all’erboristeria vennero ben presto messe in pratica: la donna era molto abile non solo a curare i dolori del corpo ma anche quelli della mente, questo grazie anche alla profonda empatia che la caratterizzava.

Non mancò molto che Gentile iniziò ad interessarsi di esoterismo: una passione che condivideva, senza ancora saperlo, con Ginevra Sforza, moglie di Giovanni II Bentivoglio.
Ben presto, infatti, la fama di Gentile giunse anche all’orecchio di Ginevra che volle conoscerla: tra le due nacque un’amicizia molto forte. Gentile giunse a divenire non solo la confidente ma anche la consigliera della sposa dello Sforza: che queste fossero solo dicerie o meno, però, non è dato saperlo. Quello che, invece, si sa per certo è che il legame tra le due iniziava ad esser visto con sospetto.

I cortigiani cominciarono  a metter la pulce nell’orecchio al Bentivoglio: quella donna era strana, aveva una pessima influenza sulla moglie, era dedita alle arti magiche e se lo avesse saputo il Papa sarebbero stati guai. Insomma, bisognava assolutamente coglierla in flagrante. Forse non avevano nemmeno tutti i torti: c’è chi dice che Gentile in realtà fosse in combutta con i Malvezzi per rovesciare la signoria dei Bentivoglio: le accuse di stregoneria altro non sarebbero state che un modo semplice per liberarsi di una temibile nemica politica.

Un giorno uno dei figli di Giovanni II venne colto da tremenda malattia e Gentile ebbe l’incarico di guarirlo attraverso le sue abili conoscenze mediche. Le cure furono però vane, il ragazzino morì e la donna venne accusata d’averlo “stregato” ed ucciso. A nulla valsero le proteste della donna e i tentativi d’aiuto da parte di Ginevra: la strega venne portata e rinchiusa nel carcere dell’inquisizione in attesa della condanna al rogo.

Quando la casa del Cimieri venne perquisita vennero trovati numerosi oggetti testimonianti la dedizione all’arte magica di Gentile: ossa, ampolle, un altare e addirittura “un diavolo di piombo”.
Il 14 luglio del 1498 venne messa al rogo in Piazza San Domenico con l’accusa di essere “Strega Enormissima” in quanto la più potente di Bologna: per rendere la sua fine ancor più teatrale il boia sparse polvere da sparo sulle ceneri. Coloro che erano accorsi a godersi lo spettacolo fuggirono impressionati ed impauriti, convinti che il diavolo in persona fosse giunto a recuperare le spoglie mortali della sua adepta, mentre Ginevra piangeva amaramente l’amica, appoggiandosi mesta al muro del torresotto di Porta Nuova.

FONTE: Italia Parallela

 © Monica Taddia
Fotografia: Cross of bones – @chiarasinclair

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