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Luci e ombre sull’omicidio di John Lennon

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« If you want to be a hero, well, just follow me »
«Se vuoi essere un eroe, beh, seguimi »
(Working Class Hero, John Lennon)

Qualunque “giallo” che si rispetti ruota intorno a un delitto, ovviamente. E per ogni delitto, si sa, esiste una “scena del crimine”. La vittima di questo intrigato giallo è qualcuno che difficilmente si riesce a non conoscerlo: è John Lennon.
Leader di uno dei gruppi rock più famosi al mondo, i Beatles, autore di canzoni straordinarie come Yesterday, Hey Jude e Imagine, Lennon fu una vera icona della Baby Boom generation degli anni ’60- ’70 oltre che un pacifista. Il suo omicidio inaspettato, davanti al suo lussuoso appartamento nell’Upper West Side di Manhattan, una sera di quell’8 dicembre 1980, causò shock e lutto nel mondo della musica rock; per molti la morte di Lennon ha segnato la fine di un’epoca.

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Non c’è mai stato mistero su chi sparò i quattro colpi alla schiena di John Lennon, davanti al Dakota Building di New York, l’8 dicembre 1980. Stando ai fatti ufficiali a sparare fu Mark David Chapman all’epoca 25enne. Mentre l’ex Beatle giaceva morente tra le braccia della moglie Yoko Ono, l’uomo con la pistola, Chapman appunto, invece di scappare, si sedette a leggere un romanzo di J.D. Salinger “Il giovane Holden” (The Catcher in the Rye). Il portiere del Dakota che assistette alla scena gli chiese se si rendeva conto di quello che aveva fatto. L’uomo con la pistola, arrivato in aereo dalle Hawaii, con la pistola, con quell’unico scopo, con il proverbiale sguardo fisso davanti a sé, replicò imperterrito:«Ho appena sparato a John Lennon!».
Qualche mese dopo Chapman, ritenuto ufficialmente un “fan turbato”, mosso da un “desiderio di attenzione”, si dichiarò colpevole e fu condannato alla reclusione. Quindi secondo le fonti ufficiali Lennon fu ucciso da un folle solitario.
Ma lo era davvero?.

Chapman, la CIA e  il programma MK ULTRA

Quali che siano le motivazioni che spinsero Chapman a compiere questo gesto, vere o presunte che siano, interessa poco. Quello che più interessa è il suo strano stato mentale, evidentemente lontano dalla normalità, che ha ben presto suscitato sospetti e varie “teorie cospiratorie”.Immagine 3
Tra le più “accreditate” c’è quella esposta da Fenton Bresler, nel suo libro Who Killed John Lennon?. Bresler sostiene che Chapman, mentre svolgeva un incarico di consulente per l’infanzia nei campi profughi della World Vision, dal Laos a Beirut, finì nelle mani di alcuni agenti sotto copertura, proprio del tipo che ci si aspetterebbe di trovare in queste zone di guerra, ovvero la CIA.
Il soggiorno di Chapman a Beirut coincise con la presenza di squadre di sicari della CIA, mentre nel 1976 lo si vide alle Haiwaii, in un centro per agenti segreti della CIA e delle forze speciali, dove disagi mentali e ospedalizzazione lo portarono a cambiare diversi lavori.
Si ipotizza che durante questo periodo la CIA ipnotizzò e drogò Chapman nell’ambito del programma MK-ULTRA, secondo quanto rivelato al Senato nel 1975, con tanto di lavaggio del cervello per fargli uccidere Lennon.
Sebbene Chapman fosse un individuo da ricoverare in manicomio, nessuna scartoffia burocratica gli impedì di comprare una pistola e nessun metal detector lo fermò quando la portò sulla terraferma.
Non si sa come, questo apatico folle nell’ottobre del 1980 disponeva di abbastanza soldi per andare in Svizzera e in Georgia, e dalle Haiwaii a New York e ritorno, per quella che fu una spedizione killer fallita in cui riuscì a resistere al suo “demone interiore”. In dicembre, però il “demone interiore” ebbe la meglio e uccise Lennon.
Per esporre la sua teoria cospiratoria, Bresler cita la giornalista radiofonica Mae Brussels, celebre per essersi occupata anche dell’assassinio di John Fitzgerald Kennedy e dello scandalo Watergate.
La Brussels era convinta che si trattasse di una cospirazione. In quel periodo Ronald Reagan, succeduto a Carter, aveva appena vinto le elezioni, e il suo staff sapeva che soltanto Lennon avrebbe potuto portare un milione di persone nelle piazze a protestare contro le “nuove” politiche conservatrici. Per cercare di risolvere questo problema alcuni agenti governativi avrebbero programmato mentalmente Chapman, usando proprio il romanzo di Salinger come “trigger” (elaborazione di pensieri negativi innescati tramite ipnosi) per attivare l’ordine, già scolpito nella sua mente, di uccidere l’ex Beatle.

Alcuni motivi per cui il governo statunitense lo voleva morto

Ma perché il governo statunitense avrebbe voluto vedere morto un cantante come Lennon?

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John Lennon assieme a Nixon

Per i politici più conservatori, il celebre cantante, con le sue dichiarazioni politiche piuttosto esplicite, era un insidioso sovversivo. L’attività di pacifista aveva portato Lennon a manifestare contro la guerra in Vietnam, a marciare per l’ Irish Republican Army o IRA (Esercito Repubblicano Irlandese) e per la CND (campagna per il disarmo nucleare) e ad appoggiare gli operai dei cantieri navali in sciopero. Per il governo Nixon Lennon era quindi un “pericoloso estremista”.
Il capo dell’FBI, J. Edgar Hoover, scrisse sul dossier di Lennon: “TUTTI GLI ESTREMISTI SONO DA CONSIDERARSI PERICOLOSI”.
Il corposo dossier dell’FBI su Lennon rivela che il celeberrimo musicista fu sottoposto a “costante sorveglianza” almeno dal 1969 al 1976. Il suo appartamento e il suo telefono erano sotto controllo, e i pedinamenti risultavano tutt’altro che infrequenti.

Altre ipotesi

Una teoria analoga a quella di Bresler, che prende le mosse dalle stesse dichiarazioni di Mae Brussels, è stata proposta dal giornalista investigativo americano Alex Constantine. Quest’ultimo, nel suo libro The Covert War Against Rock, denunciò il governo americano per aver condotto per decenni una vera e propria “guerra segreta” contro i musicisti rock più celebri e politicamente attivi, nei casi più estremi anche attraverso assassini programmati con tecniche di controllo mentale come Chapman.
Secondo Constantine, prima di essere ucciso Lennon sarebbe stato vittima di una complessa operazione segreta denominata “Project Walrus” (dal titolo della celebre canzone dei Beatles attribuita a John, I Am the Walrus, 1967). Tenendo sotto controllo il musicista britannico e sua moglie Yoko Ono, anche con “cimici” piantate in casa, la CIA mirava a controllare, diffamare e screditare, insieme a loro, l’intero movimento pacifista che rappresentavano.
Sull’omicidio di John Lennon esistono altre “versioni cospiratorie”, francamente troppo fragili e stravaganti per meritare citazioni approfondite. Alcune vedrebbero come “mandanti” del delitto, per motivi personali collegati a vendette e gelosie, Yoko Ono (mai troppo amata dai fans dei Beatles perché possibile causa della loro separazione) e Paul McCartney.
Sciocchezze.
Come sciocca (a mio giudizio) pare essere l’ipotesi propugnata con convinzione da Stephen Lightfoot il quale vedrebbe come mandanti del delitto sempre Nixon, Reagan e i loro apparati reazionari ma, a differenza di quanto dice Bresler, nella figura dell’esecutore non ci sarebbe Chapman bensì Stephen King, il celebre scrittore.

Conclusioni

FILE - In this Dec. 14, 1980, file photo, a woman weeps during a ten minute silent vigil for John Lennon held in front of Trinity Church in Boston. An estimated crowd of 2,000 people came to honor the former Beatle who was murdered in New York. Thirty-five years ago on Dec. 8, Mark David Chapman shot and killed Lennon, a former Beatles member. (ANSA/AP Photo/John Martell, File)

Come stanno esattamente le cose? In realtà, tutte le spiegazioni dell’omicidio di John Lennon, ufficiali o cospiratorie che siano, si fondano su un unico fatto considerato all’unanimità indiscutibile: l’ex Beatle fu ucciso nella tarda serata di quel fatidico 8 dicembre 1980.
A quasi 35 anni dalla sua morte John Lennon è ancora oggi un’ icona straordinaria della musica rock; un uomo capace di parlare al mondo, di usare un linguaggio universale, di fare della musica un formidabile strumento di pace. Nel corso degli anni molti artisti per ricordarlo gli dedicarono varie canzoni di tributo.
Per omaggiarlo e ricordalo ecco di seguito la canzone più celebre (e per me emozionante) che
racchiude lo spirito stesso di John: Imagine.

https://youtu.be/DVg2EJvvlF8

Shu
Shu
Shu

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