Winchester House: la vera casa dei fantasmi

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Di case che hanno la nomea di essere stregate ce ne sono tante. Ma quante sono le case costruite apposta per i fantasmi? Scopriamone una.

A san Josè, in California, si trova la casa più stregata del mondo. Tutti le anime di uomini che in vita furono vittime di un’arma da fuoco Winchester sono le benvenute nella stravagante Winchester mistery House. Quella della casa di San Josè sembra essere una folle storia di armi, donne e vendette, cominciata nel 1884 e forse mai finita.
Iniziamo dal luogo.
Winchester mistery House è una delle principali attrazioni turistiche di San Josè ed è unica nel suo genere con le sue 160 stanze, le 40 camere da letto, le 6 cucine e i 13 bagni (di cui uno con 13 finestre); si può parlare non più di una casa ma di complesso architettonico! Bizzarro è anche l’ordine architettonico interno con porte che danno su pareti cementate, finestre finte e scale che dopo un paio di rampe non vi portano da nessuna parte e si interrompono bruscamente contro il tetto. Per non parlare dei camini “nani” che invece al tetto nemmeno ci arrivano.
Uno scherzo penserebbe qualcuno. E invece no. Ma chi ha realizzato tutto questo? E perché i fantasmi dovrebbero avere un così cattivo gusto al punto da trasferirvisi in blocco?
Iniziamo la storia dal principio.

Un ritratto di Sarah Pardee nel 1865.

Sarah Pardee Winchester

Per molti anni Winchester House è stata la residenza di Sarah Pardee Winchester le cui stranezze, come vedremo, diedero il via a speculazioni di ogni genere riguardo ai suoi contatti con l’aldilà.
Sarah Pardee nacque in Connecticut nel 1839. Conosciuta come “la bella di New Haven”, Sarah era una ragazza cresciuta tra gli agi, molto popolare per la sua intelligenza e vivacità, abile a suonare splendidamente il pianoforte e parlare quattro lingue. Il 30 Settembre 1862 sposò William Wirt Winchester, figlio dell’inventore dell’omonima arma da fuoco, da cui ebbe una figlia, Anna. All’età di 10 anni la bambina si ammalò gravemente di marasma infantile (una malattia che causa una carenza di proteine e riduce il peso corporeo) e morì: era il 1866. Quindici anni dopo, nel 1881 anche suo marito farà la stessa fine, a causa della polmonite. La morte del marito rese Sarah proprietaria di 20 milioni di dollari, di una rendita giornaliera di 1.000 dollari (20.000 dollari attuali) e del 50% delle industrie Winchester.

In preda allo sconforto la vedova Winchester cominciò a interrogarsi sul perché di tutto ciò; la sua salute mentale straziata dai lutti, peggiorò ulteriormente. Per salvarla dal baratro, un’amica le suggerì di incontrare una medium di Boston, la quale la “illuminò” sulla sua malasorte. La medium rivelò a Sarah che sulla famiglia Winchester pesava una maledizione: l’invenzione del signor Winchester aveva messo fine a tantissime vite, interrotte bruscamente, i cui spiriti ora, infuriati, gridavano vendetta. Sarah Winchester era ormai condannata a sua volta?
La medium le consigliò di trasferirsi nell’ Ovest e, per placare l’ira di queste anime, di costruire una casa-villaggio vacanza  che le ospitasse tutte. Qualora però avesse interrotto la costruzione della grande casa, gli spiriti l’avrebbero uccisa. Con l’eredità ottenuta non ci pensò su due volte, fece armi e bagagli e raggiunse Santa Clara Valley, dove acquistò una casa di sei stanze ancora in costruzione. Allestì un impresa enorme ingaggiando 22 muratori che lavorarono ininterrottamente alla realizzazione di una casa che non doveva mai essere portata a termine: una cosa folle, totalmente svincolata da ogni progettazione architettonica e da ogni regola edilizia.
Non c’erano mappe o piani; Sarah disegnava su un foglietto la stanza che gli spiriti le avevano detto di costruire e la passava ai carpentieri per quanto irrazionale fosse. La donna, infatti, aveva imparato a contattare gli spiriti dei defunti, tra cui quello del marito, che le indicava come costruire le stanze, come arredarle, come orientarle.
Se gli spiriti non erano soddisfatti, un’ala della casa doveva essere demolita, una stanza appena costruita rifatta oppure una scala sigillata.

Le stranezze all’interno della casa sono tante: colonne costruite al contrawinchester_house1rio con i capitelli a terra, finestre nel pavimento e persino ingegnosi passaggi segreti per confondere i fantasmi malvagi. Un’altra stranezza riguarda il 13, numero che ricorre in tutta la casa come ad esempio i 13 pannelli delle finestre, i 13 scalini di ogni scala e 13 bagni. Un fatto misterioso.
Come misteriosa è dunque la figura della stessa signora Winchester che ben presto assunse contorni favolosi. Si diceva che si mostrasse solo con un fitto velo nero sul viso, e che avesse licenziato servitori che l’avevano spiata senza questa protezione, che poteva passare attraverso i muri e le porte per spiare il lavoro dei domestici e che dormiva ogni notte in una stanza diversa, per confondere gli spiriti che volevano ucciderla.La casa fu costruita, demolita, ampliata e arredata per i successivi quarant’anni sempre ininterrottamente.

La costruzione, però, si interruppe nel 1922. Sarah Winchester morì a 83 anni per un arresto cardiaco e sepolta insieme alla figlia e al marito all’Evergreen Cemetery di New Haven.
Fedele alla passione per il numero 13, il suo testamento era diviso in 13 parti e firmato 13 volte e comprendeva i suoi molti nipoti, i suoi domestici preferiti, e una somma ingente perché l’Ospedale del Connecticut potesse costruire un reparto dedicato ai malati di tubercolosi.

Winchester_House Al momento della morte di Sarah, Llanada Villa (questo il vero nome di casa Winchester) si estendeva per oltre 6 acri. La casa annovera anche alcune invenzioni che, per noi oggi sembrano scontate, ma che a quel tempo erano molto all’avanguardia come una manovella interna per aprire e chiudere gli scuri esterni delle finestre, un sistema di altoparlanti installato in ogni stanza usato per convocare i domestici sparsi per la casa, lampade a carburo si accendevano schiacciando un bottone e persino un ascensore a pistoni orizzontale, l’unico negli Stati Uniti, non si sa bene per quale motivo.

È una storia questa alquanto misteriosa, strana, ma allo stesso tempo affascinante. E tutto questo parte una semplice arma, un fucile. La casa com’è detto esiste veramente: a voi credere o no a questo racconto.

Shu

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